Maestra d'asilo minacciata con un coltello. E' lo stesso aggressore del parroco
Si è avvicinato alla cancellata dell'asilo nido e, brandendo un coltello, ha minacciato di morte due maestre, una delle quali alle prese con un bambino che stava piangendo: "Se quello fosse mio figlio, ti taglierei la gola". E all'altra: "Io sono uscito due giorni fa dal carcere e non ho paura di te". E' stato arrestato per minaccia aggravata un 26enne nato a Roma ma da anni residente a Rimini, che nella tarda mattinata di ieri (martedì) ha creato momenti di panico in un asilo nido del centro di Rimini. Le maestre si trovavano nel cortile della struttura con i bambini quando l'uomo, al di là della recinzione, ha estratto un coltello a scatto con una lama di 7 centimetri.
Immediata la richiesta di intervento al 112, con le Volanti della polizia di Stato giunte sul posto in pochissimi minuti. Al loro arrivo il 26enne lo hanno intercettato vicino ad un supermercato di via della Fiera. Notato il suo ingresso all'interno della struttura 'Opera Sant'Antonio', i poliziotti lo hanno raggiunto e bloccato. A quel punto, alcuni volontari del centro hanno segnalato agli operanti che il giovane era entrato ed uscito frettolosamente dal bagno. Ispezionando il locale, gli agenti hanno rinvenuto, nascosto sopra lo stipite della porta, un coltello a serramanico con estrazione a scatto e blocco di sicurezza, corrispondente a quello descritto dalle testimoni. Il giovane, che non ha opposto resistenza e ha seguito gli agenti in questura, dove poi è stato arrestato per minaccia aggravata, ha dichiarato di utilizzare abitualmente la lama per gesti autolesionistici - mostrati attraverso alcuni tagli sulle braccia - e di averla nascosta per timore che venisse sequestrata.
Dagli accertamenti svolti è emerso che era destinatario della misura di prevenzione del divieto di dimora nel comune di Rimini per 2 anni (provvedimento datato 26 settembre 2025), essendo ritenuto socialmente pericoloso dal questore (ha all'attivo numerosi precedenti per furto, danneggiamento, spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione e lesioni personali). Non solo, perché una settimana fa, esattamente il 13 ottobre, si era introdotto nella casa parrocchiale di Bellariva minacciando di morte il prete con uno spray al peperoncino e un accendino (vedi notizia).
Processato in mattinata per direttissima, il 26enne, che in passato è stato in cura al Centro di Salute Mentale, ha provato a giustificare il suo gesto come un "rimprovero" nei confronti della maestra, a suo dire non in grado di gestire uno dei bimbi che continuava a piangere. L'arresto in flagranza è stato convalidato dal giudice, che lo ha rimesso in libertà con l'obbligo di firma, contrariamente alla richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dal pubblico ministero. Il suo difensore di fiducia, l'avvocato Alessandro Pierotti, ha chiesto i termini a difesa e la data del processo è stata fissata il prossimo 23 novembre.










