Indietro
menu
Dopo bocciatura consulta

Affitti brevi. La Regione adeguerà la legge ma l'impianto resta

In foto: l'assessore regionale Paglia
l'assessore regionale Paglia
di
Redazione
   
Tempo di lettura 3 min
Tempo di lettura 3 min

Di fronte allo stop arrivato dalla Corte Costituzionale sugli affitti brevi (vedi notizia), la Regione Emilia-Romagna tira dritto. La legge verrà confermata e riscritta nelle parti bocciate dalla Consulta. Lo spiega l'assessore alla Casa Giovanni Paglia, che ha portato avanti l'iter della legge approvata lo scorso anno insieme alla collega al Turismo Roberta Frisoni. La Corte, sottolinea, ha "confermato il principio che le Regioni hanno diritto di legiferare in materia, che esiste un problema effettivo di overtourism, che questo va contrastato anche dalle Regioni e esattamente intervenendo con strumenti di tipo urbanistico, come abbiamo fatto". La Regione è quindi intenzionata a confermare l'impianto della legge, accettato dalla Corte, e mettere mano solo agli articoli contestati. Se ci fosse stata una sentenza "che metteva in discussione il diritto delle Regioni di legiferare- prosegue- o metteva in discussione il fatto che si potesse utilizzare lo strumento urbanistico per intervenire e se avesse sostenuto che in Italia non esiste un problema di overtourism che va ad intaccare in qualche modo il diritto all'abitare, se non avesse sostenuto che il diritto all'abitare prevale, diciamo, su altri tipi di argomenti, ovviamente saremmo qui a dire che abbiamo sbagliato a fare una legge e che la legge deve essere cassata e non riproposta". La Consulta, aggiunge Paglia, "ci ha dato indicazioni su come adeguarci, le leggeremo, ci confronteremo anche con chi ha seguito da un punto di vista giuridico questo tema in questi mesi". Perchè, sottolinea ancora l'esponente di Avs, "quando la Corte Costituzionale interviene non si discute, ma ci si adegua". Ma credete ci sia un accanimento nei confronti dell'Emilia-Romagna? "No, io credo che ci sia un accanimento del Governo nel ripetere costantemente ricorsi sulle leggi di alcune Regioni. Però la Corte Costituzionale giudica secondo diritto, non si accanisce, non fa nulla che non debba essere fatto, valuta e ci indica come seguire gli obiettivi che ci siamo dati su alcuni aspetti". Peraltro, almeno dal punto di vista politico, secondo Paglia si tratta di aspetti "marginali" della legge. E, conclude rivolto ai cronisti che l'hanno interpellato oggi in Regione, "quando anche voi avrete modo di approfondire nelle prossime ore la sentenza, vedrete che quelli che sono stati in qualche modo individuati non sono principi fondamentali né dal punto di vista politico, né giuridico. Sono aspetti che hanno bisogno di un aggiustamento, evidentemente può anche non essere semplice, però appunto un aggiustamento".

Altre notizie
di Stefano Ravaglia
FOTO
di Maurizio Ceccarini