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Sabato alle 17:30

Pianese-Rimini, la vigilia di Filippo D'Alesio

In foto: Filippo D'Alesio, allenatore del Rimini F.C.
Filippo D'Alesio, allenatore del Rimini F.C.
di
Roberto Bonfantini
   
Tempo di lettura 7 min
Tempo di lettura 7 min

Incassati i nuovi tre punti di penalizzazione (leggi notizia) e senza tifosi al seguito per i prossimi due mesi (leggi notizia), il Rimini (in procinto di passare al gruppo di Di Matteo dopo l'annuncio della firma del preliminare di giovedì sera) si prepara alla trasferta di sabato (calcio d'inizio alle 17:30) sul campo della Pianese dell'ex biancorosso Gorelli.

È sempre più difficile per i biancorossi isolarsi e non pensare alle vicende societarie, che si ripercuotono eccome anche sul campo (vedi la penalizzazione che li ha fatti piombare nuovamente a -4). Di fronte Bellodi e compagni si troveranno una squadra che finora ha conquistato 14 punti e che è reduce dall'1-1 sul campo del Pineto.

Partiamo proprio dalla nuova proprietà e dal nuovo -3 di penalizzazione (che fa salire a 15 i punti sottratti alla classifica dei biancorossi). Avete già incontrato Di Matteo o qualche suo emissario?

"Nessun contatto con la nuova società - attacca l'allenatore del Rimini F.C., Filippo D'Alesio -. Ad oggi la persona a cui noi ci affidiamo è l'amministratore Buscemi. Se ci sarà l'ufficialità del passaggio, quando ce lo comunicheranno, ci rapporteremo con la nuova società. I punti di penalizzazione fanno male, ma ci sono, e quindi se ci sono non possiamo fare nulla per cambiare questo. L'unica cosa che possiamo fare per togliere la penalizzazione è giocare per vincere. Quindi togliamo dalla testa tutto quello che riguarda la società e le penalizzazioni, abbiamo una partita sabato e dobbiamo concentrarci su quello. Abbiamo parlato con i ragazzi: togliamo qualsiasi "se" dalla nostra testa, viviamo solamente nel presente, il presente ci dice che alle 14:30 saliamo su un pullman e domani alle 17:30 abbiamo una partita, molto molto importante e bella da giocare".

Com'è il clima? Dove trovate le energie per ripartire dopo l'ennesima doccia gelata, che vi ha riportato a -4? "Le energie ce le dà il fatto che abbiamo una dignità da proteggere, abbiamo dei rapporti dentro lo spogliatoio da proteggere, abbiamo quello che stiamo vivendo che dobbiamo proteggere, abbiamo un popolo da proteggere, queste sono le nostre energie. Le energie ce le danno questa roba qui. E quindi ogni volta dobbiamo fare un lavoro per ricordarci questa cosa e ricordarci anche che nel mondo e nella vita ci sono cose ancora più gravi, e quindi anche il nostro pensiero deve spostarsi su quelli che sono dei pensieri positivi, ricordarci che allenarci su un campo, avere la possibilità di giocare una partita, di fare una competizione, è qualcosa che tutti sognano, tutti i ragazzi hanno sognato da bambini, hanno dato tutto per arrivare a competere, e domani c'è una bella competizione con l'avversario e noi dobbiamo vivere questi aspetti qui. I ragazzi sotto questo punto di vista sono encomiabili, è normale che possano avere dei momenti un po' di flessione, con questa situazione che può toccarli, però loro sono abili a riconoscere le emozioni, sono abili a riconoscere anche queste situazioni che vanno a toccare un pochino quella che è la parte di campo, e subito spostare il focus dagli aspetti esterni a quello che è il campo a quello che è invece l'aspetto interno. È normale che puoi avere delle flessioni, com'è stato per me anche un po' nella settimana col Bra, dove questo clima d'incertezza, ancora una volta, il giorno prima della partita, si è venuto a toccare con mano perché pensavamo che stesse per finire, poi un'altra volta si riapre tutto quanto, quindi c'è stato un piccolo calo emotivo, che però non deve giustificare la prestazione col Bra, perché se noi utilizziamo questa situazione come un alibi alle nostre prestazioni possiamo fare un errore, perché dobbiamo fare un lavoro di testa, dobbiamo essere forti e lo siamo. Quindi per un gruppo forte farsi prendere da queste situazioni significa essere fragili e noi invece siamo anti-fragili".

C'era stata una presa di posizione durante il ritiro per il passaggio dalla Di Salvo alla Scarcella. Adesso che si prospetta questo nuovo passaggio di mano del club qual è la vostra posizione? "La posizione la prendiamo nel momento in cui ci manca un campo per allenarci, ci manca la possibilità di avere a disposizione il pullman per andare in trasferta, ci manca la possibilità di avere l'acqua al campo, la carta igienica al campo, almeno il minimo indispensabile per fare il nostro lavoro in condizioni di decenza. Quindi nel momento in cui noi percepiamo che queste cose vengono meno è normale che devi prendere una posizione. Ad oggi siamo in una situazione limite e quindi abbiamo deciso per il momento di tenere botta, come si dice a Rimini. Se dovessero mancare queste cose è normale che noi siamo i primi a prendere una posizione. Per il resto dovrà pensare chi di dovere a fare i dovuti controlli e a garantire una tutela a un gruppo squadra che ogni giorno si riunisce per allenarsi e per giocare le partite".

Che partita si aspetta? "Dobbiamo dare una risposta positiva a noi e a chi ci vuole bene. Devo dire che la partita col Bra un pochino ci ha fatto male perché non ci aspettavamo di perdere e comunque di fare una partita non all'altezza, da un punto di vista dell'impegno, dell'atteggiamento, ci siamo stati, non ho visto una mancanza. Sicuramente eravamo meno emozionanti, meno brillanti, forse con meno fuoco dentro. Da un punto di vista tattico ho rivisto la partita e sono il primo a riconoscere alcuni errori che ho fatto io. Adesso abbiamo la voglia, anche per quella sconfitta, di cercare di vincere. Poi, non possiamo promettere la vittoria, possiamo promettere però il massimo dell'impegno, dell'attenzione e della volontà nel far sì che possiamo tornare da quella trasferta anche con una vittoria. Però non è facile, perché incontriamo avversari comunque del nostro stesso livello e che hanno anche loro delle motivazioni e delle emozioni forti. Quindi ce l'andremo a giocare ad armi pari, poi chi sarà più bravo negli episodi, come abbiamo detto tante volte, riuscirà a fare punti".

Ieri è stata una giornata nera, tra divieto di trasferta per due mesi ai tifosi e nuovo -3. Com'è il morale? "Tutto negativo. Ogni comunicazione, ogni articolo, ogni provvedimento sono tutte cose che ci bombardano la testa in maniera negativa, sono tutti pensieri solo negativi. È difficile sorridere in questo momento, anzi, però dobbiamo trovare anche in questa situazione qualche spiraglio a cui aggrapparci, qualcosa su cui mettere l'attenzione per cercare di spostare un pochino quella che è la realtà. Tra di noi, ce lo siamo detti, quando siamo insieme non si parla di società, non di parla di queste situazioni. Io in primis, anche con lo staff, nel momento in cui iniziamo a fare quei discorsi, cerchiamo sempre di spostare subito l'attenzione e dire "basta", tanto, torno a ripetere, il "se" non ci porta da nessuna parte, i pensieri negativi non ci portano da nessuna parte, abbiamo una partita da preparare, dobbiamo lavorare come abbiamo sempre fatto. E quindi è questo, è un lavoro mentale, è una forza mentale che bisogna trovare, è un lavoro che dentro noi stessi ognuno di noi deve fare, dentro di noi e dentro la squadra. Sicuramente piangendoci addosso non risolviamo niente, essendo negativi non risolviamo niente, innervosendoci non risolviamo niente. Perché poi in tutta questa situazione è facilissimo che una mezza parola detta fuori posto possa far scattare nervosismo, litigi. Invece noi dobbiamo essere più forti di questa roba, anzi capire il momento e capire che ci può essere anche un attimo di nervosismo o di sconforto. Però deve passare e non ci deve alla lunga penalizzare".

Chi mancherà domani? "Falasco, Gemello, Pedro Lopes e Mini sono i quattro assenti".

https://www.icaroplay.it/programmi/pianese-rimini-la-vigilia-di-filippo-dalesio/

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