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In risposta alla Frisoni

Pecci (Lega): sburocratizzazione, è il momento di passare ai fatti

In foto: Marzio Pecci
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
dom 7 giu 2020 17:47
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Ben venga la presa di coscienza dell’assessore Frisoni della necessità di snellire la burocrazia nell’edilizia (vedi notizia), ma ora bisogna passare dalle parole ai fatti. Lo afferma il capogruppo della Lega Marzio Pecci che cita anche un pesante fardello di condoni inevasi negli uffici comunali riminesi e torna a puntare il dito contro l’assessore Rossi Di Schio.

“Noi riteniamo che la digitalizzazione potrebbe aiutare a risolvere il problema. Rimini, dopo il coronavirus, ha bisogno di ripartire e per farlo necessita di una amministrazione “snella” e per fare questo occorre liberarla da vincoli, regolamenti, circolari, pareri, nulla osta, valutazioni di impatto etc. che sono le vere zavorre per la ripresa.
Occorre, dunque, approvare rapidamente nuove procedure chiare e sintetiche, che ogni Ufficio, col proprio dirigente, potrebbe già da subito iniziare a predisporre.
Il comune ha oltre 22 dirigenti che, salvo prova contraria, dovrebbere avere le competenze per proporre al consiglio in poche settimane le loro proposte di riforma, sulle quali la politica possa, altrettanto velocemente, esprimere il proprio parere.
Per noi, sburocratizzare non significa solo autorizzare – in emergenza – l’estensione delle pedane dei dehors per installare due tavoli in più, ma significa, prima di tutto, riscrivere il Rue e poi tutti i regolamenti comunali.
Dobbiamo, dunque, creare regole semplici che consentano ai tecnici di predisporre i progetti con facilità, senza dover “contrattare” con gli uffici ciò che si può fare e ciò che non si può fare.
Questo è il primo passo del cambiamento.
Successivamente, sarà necessario procedere, rapidamente, alla digitalizzazione dell’intera amministrazione comunale per rendere trasparente il processo deliberativo delle pratiche e togliere al dirigente ed al politico di turno ogni arbitrio nell’approvazione o nel diniego della domanda.
E’ evidente che questo tipo di gestione consentirà al cittadino di avere risposte tempestive, senza distorsioni, diciamo, semplicemente, uguali per tutti.
Abbiamo a Rimini un “assessorato all’innovazione digitale, ricerca e sviluppo, servizi civici” che, a distanza di quattro anni, non ha concluso nulla di quanto il Sindaco aveva, con la solita grande enfasi, promesso col proprio programma di legislatura.
Ora è giunto il momento di chiedere conto dell’operato ed il giudizio sull’assessore non può che essere negativo, anche alla luce delle risposte fornite nella recente interrogazione comunale.
Bene, dunque, caro assessore Frisoni, per aver promesso di voler sburocratizzare e snellire l’urbanistica, ma Le chiediamo di evitare la politica degli annunci, alla quale ci hanno abituato il Sindaco ed il Governo e dimostri, Lei per prima, di voler far seguire alle parole i fatti.
Noi chiediamo la rimozione dell’assessore Rossi Di Schio, perchè ha fallito nel progetto di innovazione tecnologica del comune e siamo pronti a partecipare ad un tavolo, insieme alla maggioranza, finalizzato alla stesura del progetto di digitalizzazione dell’amministrazione da realizzarsi in sei, massimo dodici mesi.
Questo significa sburocratizzazione e digitalizzazione: fatti e non parole”.

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