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La replica al sindaco Tosi

L'Associazione DIG risponde: ecco perché ci trasferiamo, e in modo legittimo

In foto: una serata del DIG
di Redazione   
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ven 27 mar 2020 09:03 ~ ultimo agg. 09:11
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Uno spostamento motivato dalla volontà di cercare una città con più opportunità per la crescita della manifestazione, come può essere Modena, ma anche da un rapporto con la città di Riccione si era incrinato. L’associazione DIG, con un intervento firmato dal presidente Matteo Scanni e dal vicepresidente Alberto Nerazzini, ribadisce anche che la risoluzione anticipata del rapporto con Riccione è avvenuta legittimamente. Replicando nello specifico alle accuse mosse dal sindaco (vedi notizia): “La proposta oggetto della delibera della Giunta non è pervenuta dall’Associazione, ma da soggetti terzi privi dei poteri di impegnare in maniera legittima l’Associazione DIG”.


Dopo cinque edizioni svolte a Riccione, l’Associazione DIG ha preso la decisione di trasferire il DIG Festival in un’altra città per allargare il proprio pubblico, costruire un programma più ricco e far crescere una manifestazione che in Romagna ha sofferto. Modena non solo è la città perfetta per costruire nuove sinergie con il territorio e con le innumerevoli proposte culturali espresse da università, fondazioni e istituzioni scientifiche e umanistiche, ma ha un’amministrazione comunale che ha riconosciuto dal primo momento il valore del progetto DIG, mettendolo al centro della propria offerta culturale.

In questi tempi difficili c’è sempre più bisogno di giornalismo di inchiesta. L’Associazione ha deciso di posticipare il Festival a ottobre ed è ben contenta di farlo a Modena. DIG è sempre stata una piattaforma internazionale che raccoglie realtà molto diverse fra loro, ma tutte impegnate per un giornalismo di qualità. E allora speriamo di incontrarci più numerosi che mai l’8 ottobre a Modena: noi stiamo facendo di tutto per costruire un grande Festival.

Le relazioni con il Comune di Riccione negli anni si sono complicate per una serie di episodi, soprattutto a causa di posizioni divergenti rispetto alla linea editoriale del Festival, rendendo difficile portare a compimento la mission dell’Associazione DIG, che promuove il giornalismo investigativo in tutte le sue forme ed espressioni.

La risoluzione anticipata del rapporto con il Comune di Riccione, che si sarebbe concluso in ogni modo alla fine di quest’anno, è comunque avvenuta legittimamente: il Comune ha infatti omesso di pronunciarsi sulle proposte di programma del Festival 2020 pur con largo anticipo trasmesse dall’Associazione e ciò ha impedito di provvedere agli oneri organizzativi connessi.

Nella sua nota, il sindaco Renata Tosi una cosa vera la dichiara: il Comune di Riccione ha approvato una proposta del programma di Festival 2020. Ma omette di specificare che la proposta oggetto della delibera della sua Giunta non è pervenuta dall’Associazione, ma da soggetti terzi privi dei poteri di impegnare in maniera legittima l’Associazione DIG. Non è un mistero, ma una vera e propria omissione, perché la circostanza è stata tempestivamente resa nota al Comune di Riccione, che ha preferito non accertare quanto denunciato e non dare nel merito alcun riscontro. Un atteggiamento a dir poco sorprendente, poiché il Comune sarebbe parte lesa tanto quanto l’Associazione DIG.

In ogni caso, malgrado le criticità evidenti, l’Associazione DIG non può che ringraziare il Comune di Riccione per la collaborazione e il supporto offerti in questi cinque anni.

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