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Evento creato a Riccione

DIG. Il sindaco Tosi: organizzatori scorretti, ci tuteleremo

In foto: I DIG Awards di Riccione
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 26 mar 2020 16:47 ~ ultimo agg. 16:48
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Arrivano precisazioni dall’amministrazione comunale di Riccione, dopo aver appreso da pubblicazioni internet dell’ipotetico trasferimento a Modena del Dig, manifestazione dedicata al giornalismo di inchiesta.

Innazitutto la delibera di Giunta approvata il 25 gennaio 2018 e la convenzione sottoscritta poi il 19 febbraio con l’Associazione DIG / Documentari Inchieste Giornalismi valida per il triennio 2018/2019/2020. La stessa organizzazione, ricorda il comune, ha sottoscritto l’impegno di procedere alla realizzazione dell’evento 2020. “Resta indubbio – si legge in una nota – che il DIG Festival esiste grazie all’impegno profuso negli ultimi 15 anni dalla città di Riccione” che ogni anno ha destinato tra i 60 e gli 80mila euro per le spese della manifestazione. “Non occorre in questa sede ricordare – prosegue l’amministrazione – anche la nascita del DIG Festival da quello che era in origine il Premio Ilaria Alpi e poi via via cresciuto grazie al potente richiamo della città di Riccione sui media nazionale ed internazionali. Va invece ricordato come la denominazione “DIG Festival” sia una denominazione registrata e di proprietà del Comune di Riccione che ha sempre lavorato con proficua soddisfazione con l’organizzazione del festival da più di 15 anni“.

A questo punto, visto che si apprende la notizia da Internet che l’intenzione è quella di spostarsi a Modenaha detto il sindaco Renata Tosici attendiamo di avere spiegazioni da parte degli organizzatori. Non credo sia giusto appropriarsi e capitalizzare un bene, come quello del festival del giornalismo televisivo di inchiesta, creato grazie a Riccione, che deve la sua fortuna proprio alla città di Riccione, che l’ha voluto, sostenuto economicamente e promozionato, grazie alle risorse messe a disposizione da tutti i cittadini. E’ un atteggiamento, quello dell’organizzazione attuale moralmente scorretto. Credo che il Comune debba tutelarsi in tutte le sedi opportune. Mi sorprende che proprio da tali organizzatori, giornalisti professionisti, arrivino segnali di un comportamento così scorretto, sia nei modi, sia nei contenuti, senza cioè rispettare i patti. Gli accordi vanno onorati, “pacta sunt servanda”, è un principio fondamentale del diritto civile che immagino professionisti di tale calibro conoscano bene, ma che con altrettanta facilità, evidentemente scelgono di non rispettare”.