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In foto: La sede di via Dario Campana
di Redazione   
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mer 13 mar 2019 13:34 ~ ultimo agg. 14:47
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Una scelta quella di non partecipare all’assemblea dei sindaci che si è tenuta in provincia per ratificare il bilancio dell’ente presentato la settimana scorsa (vedi notizia). Renata Tosi, Mariano Gennari e Valli Cipriani hanno messo nero su bianco quelli che a loro avviso sono i punti critici del triennale. “Convocare l’assemblea dei sindaci mezz’ora prima del consiglio significa considerarla una proforma senza reale interesse per un dibattito” commenta criticamente il sindaco di Riccione.

Per la cronaca ieri il bilancio ha avuto il via libera dell’assemblea dei sindaci e del consiglio. 15 su 25 i comuni presenti. Assenti Bellaria-Igea Marina, Cattolica, Mondaino, Montefiore, Morciano, Riccione, San Leo, Sant’Agata Feltria, Talamello e Verucchio). Il parere sulla proposta ha ricevuto 14 voti favorevoli e la sola astensione di Coriano. Il via libera definitivo è arrivato poi dal Consiglio provinciale, riunitosi dopo l’Assemblea, che ha approvato la proposta di Bilancio a maggioranza (voto contrario dell’opposizione).

Tornando ai contenuti del bilancio i tre primi cittadini di Riccione, Cattolica e Montefiore Conca sostengono che la strada da percorrere è ancora tanta. “Una programmazione triennale dalle forti lacune, a cominciare dalla necessaria opera di razionalizzazione delle società partecipate.  La legge Madia chiede agli Enti di dismettere le partecipate non utili ai fini istituzionali dell’ente o quelle che duplicano un servizio già effettuato da altre. In quest’ottica il percorso di dismissione andrebbe indirizzato a più società, di cui alcune palesemente in conflitto tra loro poiché erogano direttamente un servizio quando l’ente ne dovrebbe solo controllare il corretto svolgimento, è il caso di PMR e Start Romagna. Con la razionalizzazione delle partecipate si renderebbero invece disponibili ulteriori risorse, in parte straordinaria, da impiegare per interventi sulle scuole e sulle manutenzioni stradali per i prossimi anni. 

Relativamente al piano dei lavori pubblici chiediamo una pianificazione che tenga conto della vulnerabilità sismica e statica degli edifici con una meticolosa programmazione degli investimenti nelle scuole a maggiore rischio del territorio. In questa direzione la dismissione della partecipate aprirebbe un canale di finanziamento per realizzare urgenti interventi di adeguamento sismico in numerosi istituti, primo fra tutti l’Istituto Savioli – Volta, posticipato invece al 2020 nel piano triennale della Provincia”.

Critiche che non vanno giù al presidente Santi che afferma di aver inviato il bilancio per tempo ai comuni e di aver personalmente incontrato la Tosi e Gennari per parlarne. In particolare sulle dismissioni delle partecipate il presidente spiega che di quelle “non utili”il processo è già in corso. Diverso il discorso per Pmr e Start: “partecipate che operano nel settore strategico del Trasporto Pubblico Locale, che costituisce una delle funzioni in capo alle Province”.

Il Bilancio della Provincia è stato inviato in tempo a tutti i Comuni affinché ne prendessero visione e potessero fare le loro considerazioni e proposte. Molti Sindaci lo hanno fatto e hanno portato il loro contributo nel corso dell’Assemblea che ha preceduto l’approvazione in Consiglio provinciale. Tanti gli apprezzamenti, sia di metodo che di merito, per lo sforzo di mettere insieme ingenti risorse per scuole e strade e di dichiarare, in maniera trasparente, uno per uno, i criteri seguiti e tutti gli interventi in programma. I Sindaci Renata Tosi, Mariano Gennari e Wally Cipriani non hanno partecipato all’Assemblea ma hanno fatto pervenire le loro osservazioni per iscritto nei giorni precedenti. Osservazioni alle quali ho risposto io stesso dopo poche ore per iscritto e anche attraverso incontri personali che ho avuto con la collega Tosi nel suo ufficio e con il collega Gennari in Provincia. Il confronto con costoro ha avuto evidentemente un esito ampiamente positivo perché delle diverse osservazioni ricevute in prima istanza alla fine è rimasta in campo solo quella relativa alla dismissione delle partecipate, peraltro concentrando l’attenzione unicamente su quelle del Trasporto Pubblico. Sono certo che i colleghi in questione, se avessero partecipato, come hanno fatto gli altri, all’Assemblea dei Sindaci che ha preceduto il  consiglio provinciale avrebbero potuto comprendere ancora meglio i contenuti del Bilancio2019 e del Documento Unico di Programmazione e avrebbero così potuto chiarire le lacune e apprezzare il lavoro di programmazione svolto. Avrebbero potuto vedere anche come – in realtà – le dismissioni delle partecipate “non utili” sono già in corso, come indica la legge. Per quanto riguarda invece Pmr e Start Romagna si tratta di partecipate che operano nel settore strategico del Trasporto Pubblico Locale, che costituisce una delle funzioni in capo alle Province. Infatti sul trasporto pubblico sia la legge nazionale che la legge regionale attribuiscono a Comuni e Province la funzione di “pianificazione dei servizi di trasporto in ambito provinciale”. Preciso anche che nel settore fieristico la Provincia di Rimini ha già razionalizzato le partecipazioni conferendo le azioni detenute in Italian Exhibition Group e Società del Palazzo dei Congressi in Rimini Congressi Srl. Anche il mantenimento delle partecipazioni nelle società Caar e Romagna Acque è motivato dalla funzione specifica attribuita dalla legge 56/2014 alle Province di “cura dello sviluppo strategico del territorio e gestione di servizi in forma associata”. Per quanto riguarda la raccomandazione di “una pianificazione che tenga conto della vulnerabilità sismica e statica degli edifici” direi che non fatico a farla mia. Un’attenta lettura dei documenti di bilancio avrebbe tuttavia fatto emergere il dato 21milioni e 600mila di investimenti programmati per le scuole di proprietà della Provincia, di cui oltre 12milioni nel 2019, quasi tutti per la sicurezza sismica. Svendere invece i “gioielli di famiglia” come mi si chiede di fare non sarebbe sufficiente nemmeno per garantire un intervento e avrebbe l’unico esito di impoverire l’Ente per sempre. Non è ciò che voglio. Non è ciò che vogliono la stragrande maggioranza dei Sindaci, del Consiglio provinciale e dei cittadini della nostra comunità provinciale. Per concludere, il mio profilo istituzionale è fuori discussione, invito i colleghi a garantire la massima attenzione e partecipazione alla gestione dell’Ente partecipando ai lavori degli organismi istituzionali. Le polemiche politiche non hanno respiro e non sono utili alla soluzione dei problemi“.

 

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