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Zona Economica Speciale. Zanzini: rendiamola concreta per la Valmarecchia

In foto: l’Alta Valmarecchia
l’Alta Valmarecchia
di
Redazione
   
Tempo di lettura 3 min
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Il Presidente di Confcommercio dela Provincia di Rimini Giammaria Zanzini rilancia una proposta emersa in una recente intvervista all'assessore regionale alla Montagna e alle Aree interne Davide Baruffi che, parlando della necessità di strumenti specifici per le aree svantaggiate, ha ipotizzato una Zona Economica Speciale per la montagna. Zanzini chiede che l'idea sa trasformata in un progetto concreto per la Valmarecchia. "Se riconosciamo - afferma - che fare impresa e garantire servizi in un territorio montano comporta condizioni e
costi diversi rispetto ai grandi centri, dobbiamo avere il coraggio di costruire politiche differenti per territori differenti. Non possiamo pensare di contrastare lo spopolamento con una sola misura. Servono contemporaneamente lavoro, imprese, commercio, casa, servizi e mobilità".


In questo contesto la Valmarecchia non parte da zero. C'è, infatti, già la STAMI “Paesaggi da vivere, insieme e sempre”, che nasce proprio con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento e valorizzare le risorse del territorio. "Adesso dobbiamo fare un passo ulteriore: affiancare
alla strategia territoriale una vera politica economica, abitativa e della mobilità per i piccoli Comuni. La desertificazione commerciale è un problema territoriale, e in Valmarecchia I numeri confermano la stessa tendenza. È la fotografia di un territorio nel quale spopolamento e riduzione dei servizi economici procedono insieme. Ed è proprio per questo che la risposta deve tenere insieme residenti, casa, mobilità, imprese e commercio di prossimità".

In regione tra il 2014 e il 2025 sono scomparse 5.895 imprese di vicinato di base. 266 Comuni su 330 hanno perso almeno un’attività di base e oltre 2,3 milioni di emiliano-romagnoli, più della metà della popolazione regionale, vivono oggi in Comuni nei quali manca almeno una delle 21 attività essenziali. "Quando chiude un negozio non perdiamo soltanto un’impresa. Perdiamo un servizio. E quando progressivamente scompaiono i servizi, il territorio diventa meno attrattivo per i residenti, per i lavoratori, per le famiglie e per chi potrebbe scegliere di
trasferirsi. Per questo chiediamo che il commercio di prossimità venga considerato una vera infrastruttura territoriale e sociale" aggiunge Zanzini.

Nei dieci Comuni dell’Alta Valmarecchia interessati dalla STAMI: tra il 2015 e il 2025 la popolazione è scesa di 882 residenti (-2,9%),
mentre le attività di commercio, alloggio e ristorazione sono diminuite di 46 unità (-6,3%). A soffrire maggiormente è il commercio al dettaglio, con 38 negozi in meno (-10,3%). "Per contrastare lo spopolamento non basta incentivare le imprese. Dobbiamo creare le condizioni perché le persone possano scegliere di vivere nei borghi. Da qui la nostra proposta di un Piano Casa dei Borghi: censire gli appartamenti sfitti, inutilizzati o sottoutilizzati, creare accordi con i proprietari e i Comuni e favorire la loro messa sul mercato a canone calmierato. Pensiamo in particolare a forze dell’ordine, studenti, giovani lavoratori, insegnanti e professionisti".

Zanzini torna anche sulle nuove corse previste da Start da e per il centro commerciale Le Befane: "Chiediamo di valutare se 4 di queste nuove corse – due al mattino e due al pomeriggio – possano essere utilizzate per potenziare le linee già esistenti verso la Valmarecchia.
Non è una contrapposizione tra i territori. È una questione di equilibrio e di capacità di utilizzare le risorse della mobilità per raggiungere più obiettivi: studenti, lavoratori, forze dell’ordine e cittadini"

"La STAMI ci dà già una strategia territoriale - conclude il presidente di Confcommercio -. Noi proponiamo di completarla con una politica concreta per imprese, commercio, casa e mobilità. Non dobbiamo creare l’ennesimo documento. Dobbiamo mettere a terra quello che abbiamo già costruito".

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