Voto pratica per riqualificazione porto di Riccione. Coraggiosa esce dall'aula
La rigenerazione del porto di Riccione divide la maggioranza e nella seduta del consiglio di ieri, al momento del voto, la consigliera di Riccione Coraggiosa Francesca Sapucci ha lasciato l'aula. La pratica, pur non entrando nello specifico del project financing, è stata inserita nella terza variazione al Programma triennale dei lavori pubblici e prevede l’inserimento sull’annualità 2028 del progetto di riqualificazione, per un valore stimato di circa 14,8 milioni di euro; opera che potrà avvalersi dell’istituto del Partenariato Pubblico-Privato. La delibera è passata con i voti della maggioranza, esclusa Coraggiosa che oggi motiva così la scelta di non partecipare al voto, cosi come aveva fatto durante la commissione di martedì. "Non condividiamo la possibile direzione di affidare il rifacimento del porto in cambio dell'affidamento di circa 100 concessioni balneari. La delibera di Consiglio non citava né il Consorzio formato da alcuni concessionari balneari uscenti, né le delibere di Giunta sull’argomento, ma il voto di modifica del triennale è comunque propedeutico alla prosecuzione di questo iter e a noi tanto basta per non esprimerci positivamente. Non abbiamo intenzione di legare la nostra azione politica ad una pratica iniqua, che ha l’obiettivo di difendere gli interessi di pochi a spese di tutti i cittadini riccionesi".
La strada maestra - per Coraggiosa - è attivare bandi singoli o che possano raggruppare due zone e eventualmente un bar, aprendo la strada anche a nuovi gestori, magari giovani. "Neanche in una situazione come quella attuale, dopo la condanna al pagamento di 15,5 milioni di euro, riusciamo ad avere la volontà di far fruttare al meglio le ricchezze che Riccione ha, che sono di tutti i cittadini, come le sue spiagge, attraverso un canone comunale, per esempio, visto che si dovranno fare a brevissimo le gare per applicare la direttiva Bolkestein". E ricorda come il gruppo politico abbia lavorato ad un canone comunale "una proposta alternativa, che reputiamo fondamentale per poter attivare numerose opere pubbliche. Questo canone si andrebbe ad aggiungere a quello statale, con premialità importanti, ma sempre nell'ottica che la gestione delle concessioni possa mantenere viva la piccola e media impresa, dando la possibilità di partecipare ai bandi spiaggia a più persone possibil
A detta di Coraggiosa il progetto mette a prova la maggioranza: "Continuiamo a non capire, a maggior ragione dopo la sentenza del 17 settembre che ci condanna al pagamento di una cifra esorbitante, il voler a tutti costi procedere su questa pratica. Sia questa pratica che l’ex Delfinario (già bocciata dalla nostra assemblea e da quelle di altri partiti di coalizione) stanno mettendo a dura prova la tenuta politica della maggioranza, facendole subire uno stress test inutile da mesi ormai, a che pro?"










