Variante SS16. Il comitato: sia cancellata da tutti i piani urbanistici
La variante alla Adriatica deve essere cancellata da tutti i piani urbanistici. La richiesta, dopo le notizie arrivate negli ultimi giorni, viene dal "Comitato No alla Variante della SS16 Rimini" che ricorda la definitiva bocciatura da parte del TAR della Valutazione di Impatto Ambientale nel tratto Bellaria-Misano. La sentenza, ormai passata in giudicato e non più appellabile, secondo i cittadini blocca in modo definitivo qualsiasi Conferenza dei servizi. Di conseguenza il Comitato auspica che le istituzioni prendano atto della decisione e procedano alla cancellazione formale dell'infrastruttura da tutti i piani urbanistici e territoriali (PSC, PUG, PTAV, PRIT ecc.). L'obiettivo: sbloccare spazio e risorse finanziarie a favore di opere viarie più fattibili, meno onerose e immediatamente utili per la viabilità del territorio.
Secondo i rappresentanti del Comitato, esistono infrastrutture alternative già pronte alla realizzazione, prive di contestazioni civili o istituzionali e con l'iter autorizzativo completato o in fase di completamento. Opere che però restano in stallo da anni per mancanza di liquidità proprio a causa della persistenza del progetto della Variante SS16.
"Riallocare i fondi stanziati per la Variante – rimasti bloccati per oltre 16 anni e fortemente erosi dall'inflazione e dal rincaro dei materiali – sarebbe una scelta di buon senso e di oculata gestione della spesa pubblica", sottolinea il Comitato. "Per un'opera faraonica come la nuova SS16, quelle risorse oggi non coprirebbero neppure il primo stralcio. Destinate ad interventi minori ma strategici, garantirebbero invece un beneficio immediato alla viabilità e alla congestione del traffico cittadino. Per citarne banalmente qualcuna, anche solamente l’implementazione dei cavalcavia negli snodi cruciali dell’attuale SS16 fluidificherebbe non poco il transito e la scorrevolezza dei veicoli".
Il Comitato giudica inoltre "irragionevole" l'insistenza sul progetto, basato su uno Studio di Impatto Ambientale risalente al 2010 quanto il contesto era decisamente diverso. E nemmeno i ritocchi apportati da Anas nel 2022 avrebbero risolto le criticità nei punti nevralgici del 1° stralcio, lasciando il percorso a ridosso dei nuovi complessi residenziali di Rimini Sud, che verrebbero gravati da ulteriore inquinamento e sopra i campi coltivati di Rimini nord, che costringerebbe diverse aziende agricole alla chiusura. Da non sottovalutare secondo il Comitato anche la previsione della costruzione dell’infrastruttura proprio sopra la falda acquifera “Conoide del fiume Marecchia”, aspetto su cui la Commissione tecnica di Valutazione di Impatto Ambientale aveva sollevato rilievi.
A fronte dei recenti appelli di alcuni esponenti politici al Governo e ad Anas di continuare a perseguire l’opera, il Comitato precisa di essere pronto in ogni momento a far valere i propri diritti: "Vigileremo ed in caso di mancato rispetto dei principi sanciti dalla sentenza del TAR o di violazioni normative, saremo pronti ad intraprendere immediate e ulteriori azioni legali. Il diritto di vivere, mangiare e lavorare in un ambiente sano e salubre è un interesse pubblico primario che viene prima di qualsiasi sviluppo economico" conclude.










