Aggressione a colpi di casco e rapina: un audio incastra un 19enne
Un'aggressione brutale sfociata nel sangue nella notte dello scorso 13 giugno a Rimini. Per quei fatti un 19enne riminese è stato sottoposto al divieto di avvicinamento alla vittima e ai suoi amici, con l’obbligo di mantenere una distanza di almeno mille metri e l’applicazione del braccialetto elettronico.
A disporre la misura cautelare è stata la giudice per le indagini preliminari, Raffaella Ceccarelli, su richiesta del pubblico ministero Luca Bertuzzi. L'indagato, assistito dall'avvocato Giuliano Renzi, deve rispondere dei reati di rapina aggravata in concorso e lesioni gravissime. La vicenda si è consumata dopo le 3, all'esterno di un locale a Rivazzurra. Dopo le intimidazioni avviate da un uomo tra i 40 e i 50 anni e proseguite da un gruppo di giovani, il 19enne ha versato una bevanda in testa ad un amico della vittima, per poi strappare con violenza il casco proprio dalle mani di quest'ultima. Subito dopo, un complice ha colpito la vittima al volto con un altro casco, facendola crollare a terra priva di sensi. Il giovane aggredito ha riportato traumi cerebrali e fratture facciali plurime, con ricovero in terapia intensiva e una prognosi superiore ai quaranta giorni.
L’indagine ha visto una svolta quando un altro ragazzo, inizialmente scambiato per un complice, ha dimostrato la propria estraneità consegnando la registrazione audio di un colloquio tra loro. Messo alle strette, il 19enne si è infine presentato spontaneamente in questura a Rimini insieme ai genitori, confessando lo strappo del casco.










