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Osservatorio regionale

Turismo in chiaroscuro, lavoro precario, boom affitti brevi. L'analisi CGIL

di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Lun 25 Mag 2026 12:30 ~ ultimo agg. 12:36
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Calo dei turisti qua e là nella riviera romagnola e aumento dei flussi nelle città d'arte. Tanta precarietà nel lavoro, anche retributiva, in un quadro di boom degli affitti brevi, ormai in logica industriale, e meno alberghi. È il quadro che emerge dall'osservatorio regionale sul sistema turistico, su dati Istat e della Regione Emilia-Romagna, con focus sulle prospettive e sul modello del "sistema regionale dei turismi", promosso da Ires Emilia-Romagna, Cgil Emilia-Romagna e Filcams-Cgil Emilia-Romagna. Se dunque il settore continua nel suo sviluppo, come certificano i dati della Regione da anni, è ormai allarme in casa Cgil sulle condizioni del lavoro e della sostenibilità generale. Il settore è caratterizzato da "una forte stagionalità e precarietà": nel 2024, il dato disponibile, solo il 13,3% era assunto full time a tempo indeterminato. La retribuzione media giornaliera dei dipendenti full time era di 83,1 euro, quella totale media annua di 10.503. L'aumento retributivo medio dal 2019 al 2024 segna 7,7%, a fronte di un aumento dell'inflazione del 17,4%. Nel 2025, si puntualizza nel rapporto presentato a Bologna, è proseguita la crescita dei flussi turistici dopo il crollo del 2020, con un nuovo record di arrivi (oltre 13 milioni, +11,4% rispetto al 2024) e di presenze (oltre 44 milioni, +8,3% rispetto al 2024). Crescono soprattutto gli stranieri: +16,7% gli arrivi e +15,4% le presenze. Nel 2025 costituiscono il 31,5% degli arrivi e il 31,9% delle presenze, col principale paese di provenienza che resta la Germania. Nell'alloggio si contano 5.285 imprese attive al 31 dicembre 2025, +3,5% rispetto ad un anno prima: crescono soprattutto le ditte individuali e le società di capitale, mentre calano le società di persone, che fino al 2022 costituivano la forma prevalente. Avanza il turismo delle città, dunque. Il Comune di Bologna ha superato la soglia dei due milioni di arrivi ed è la prima meta turistica della regione, anche se Rimini mantiene il primato dei pernottamenti. In forte crescita anche Parma e Modena, tra le altre. Anche guardando ai dati della Regione, Ires, Cgil e Filcams parlano di "luci e ombre per il turismo balneare: bene Cervia, in calo le presenze a Cesenatico, Bellaria-Igea Marina e Gatteo". Con un -4,3% di presenze in provincia di Rimini rispetto al 2019. In difficoltà rimane anche la maggior parte delle località termali, con l'eccezione di Castel S.Pietro Terme. Nel 2019 i pernottamenti di luglio e agosto segnavano 43,8%, nel 2025 si scende al 40% (crescono maggio, ottobre e dicembre). Ci sono in generale meno alberghi e più affitti brevi, quindi, con una forte crescita delle strutture extra-alberghiere (39,2% dal 2019), una contrazione lenta "ma costante" degli esercizi alberghieri tradizionali, affitti brevi sempre più gestiti in forma imprenditoriale: gli host che gestiscono un solo alloggio sono scesi dal 51,7% (2018) al 45,8% (2024), quelli che ne gestiscono almeno 5 dal 18,5% al 26,1%

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