Scuole aperte il 31 agosto? La polemica degli operatori turistici
Continua la protesta dei balneari e degli albergatori In Emilia-Romagna contro la sperimentazione educativa voluta dalla Regione che prevede dal 31 agosto al 14 settembre l'apertura straordinaria delle scuole primarie per rispondere ai nuovi bisogni delle comunità e delle famiglie, nella conciliazione lavoro-vita provata. Si tratta di una vera e propria prosecuzione dei centri estivi da svolgersi all'interno scuole elementari che potranno quindi rimanere aperte grazie a progetti realizzati dai Comuni e sostenuti dalla Regione con 3 milioni di euro. Un'offerta di servizi extrascolastici che prevede attività quali laboratori, sport, musica, creatività, gioco, assistenza che sarà attiva già da settembre 2026 in 42 Comuni, tra cui Rimini, e nelle così dette aree Atuss, ovvero i territori e le città che beneficiano dei fondi europei per la transizione ecologica e l'inclusione sociale. La misura diventerà strutturale e diffusa su tutto il territorio regionale a partire dall'anno scolastico 2027-2028 ma intanto la polemica da parte del comparto turistico e delle spiagge è già in atto. Di seguito il comunicato VisitRiccione: "La proposta di anticipare al 31 agosto l’apertura delle scuole elementari in Emilia-Romagna, seppur presentata come “sperimentale” e facoltativa, merita una riflessione seria. Anzi, serissima. Con un filo di ironia, però, perché non è semplice spiegare il paradosso: mentre tutti parlano di destagionalizzazione, qualcuno sembra voler accorciare la stagione partendo proprio da agosto. Da anni il sistema turistico chiede di valorizzare settembre, sostenere le località balneari, aiutare le imprese a lavorare meglio e più a lungo. E non per nostalgia dell’estate infinita, ma perché la realtà è cambiata: negli ultimi vent’anni settembre è diventato un mese pienamente balneare, caldo, stabile, attrattivo, ideale per le famiglie e spesso più godibile di giugno. Lo sanno gli albergatori, lo sanno gli stabilimenti balneari, lo sanno i ristoratori, lo sanno i turisti. Sarebbe utile che iniziasse a saperlo anche chi decide i calendari. Poi arriva una proposta che, nella percezione delle famiglie, rischia di dire una cosa molto semplice: “Le vacanze sono finite”. Anche se il mare è caldo. Anche se gli hotel sono aperti. Anche se settembre sarebbe oggi il mese più naturale su cui costruire davvero l’allungamento della stagione. E allora, se davvero vogliamo sperimentare, forse dovremmo avere il coraggio di invertire l’esperimento: non aprire le scuole il 31 agosto, ma ragionare seriamente sul 1° ottobre. È una provocazione? Forse, ma è meno bizzarra dell’idea di chiudere simbolicamente l’estate mentre l’estate è ancora nel pieno delle sue possibilità.Il calendario scolastico non è un dettaglio amministrativo. È uno dei fattori che orienta i comportamenti delle famiglie italiane. Anche una sperimentazione facoltativa produce un effetto immediato sulla percezione collettiva: se la scuola riparte, la vacanza finisce".











