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15 vittime riminesi

Truffa del "porta a porta": 1200 vittime. Chiesto rinvio a giudizio

In foto: la truffa del "porta a porta"
la truffa del
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Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Una vera e propria associazione a delinquere che, dal padovano, si era ramificata in tutta Italia mettendo nel mirino anziani e persone sole. 1200 le vittime, una quindicina anche nel riminese. Scoperti nel gennaio scorso grazie ad una indagine dalla Guardia di Finanza di Padova, per i sei ritenuti responsabili è stato ora chiesto il rinvio a giudizio dalla locale procura. Sequestrati nel corso dell'operazione anche 2,5 milioni di euro, tra cui immobili, auto di lusso, conti correnti, orologi e gioielli. Le indagini erano partite dai controlli su alcuni soggetti padovani che avevano un tenore di vita ben al di sopra dei redditi dichiarati e amministravano una società di vendita porta a porta le cui clienti erano solo donne ultrasessantenni. E’ emerso che, grazie ad elenchi di nomi comprati da altre società del settore e attraverso una rete di venditori, accedevano alle abitazioni delle vittime e le convincevano che, a causa di pregressi contratti anche con altre aziende, erano obbligate a nuovi acquisti: set di pentole, materassi, poltrone reclinabili, dispositivi di magnetoterapia. Tutti prodotti spacciati per eccellenti ma in realtà di scarso valore, venduti con rincari fino all’800% per arrivare a prezzi tra i 5 e i 7.000 euro da pagare tramite finanziamenti. E se le anziane rifiutavano, venivano minacciate di adire le vie legali, vista la presunta obbligatorietà legata ai vecchi contratti. In alcuni casi, i venditori porta a porta, si ripresentavano a distanza di mesi dalle vittime più vulnerabili costringendole a nuovi ordini rimodulando al rialzo il finanziamento già attivo. Con i profitti derivanti non solo dai ricarichi ma anche dalle provvigioni riconosciute dalle società di finanziamento per ogni singola concessione di credito al consumo, i principali indagati si potevano così permettere case, vacanze esclusive, abiti d’alta moda e noleggio di auto come Ferrari, Lamborghini e Bentley. Estorsione, truffa e riciclaggio dei proventi illeciti sono i reati contestati di cui ora dovranno rispondere.

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