Teatro Galli. Per il Movimento 5 Stelle il progetto c’è. Quello del Poletti
La nota stampa del Movimento 5 Stelle
Ci risiamo, ancora la trita e ritrita polemica sul teatro Amintore Galli.Il Movimento 5 Stelle di Rimini, dopo le ultime notizie a proposito del Galli, tiene a dire la sua poiché non ne può più.
La polemica sul nostro Teatro è ormai uno dei leit motive nella vita culturale dei riminesi, se esiste una vita culturale, che hanno ormai sentito e letto di almeno sette progetti modernisti proposti dal gruppo dell’architetto Natalini, i quali uno per uno (tranne l’ultimo) sono stati tutti respinti dalle Sovrintendenze.
Ora spunta una nuova teoria dettata dall’architetto ticinese Mario Botta, ticinese appunto, anch’essa pronta a snaturare il vecchio teatro tanto caro ai riminesi, alcuni ad esser sinceri, che si aggiunge al piano del sindaco tale da stravolgere l’originale assetto progettuale di restauro filologico. Quanti soldi bisognerà ancora tirar fuori (gli altri progetti sono già costati alla cittadinanza più di 7 miliardi di vecchie lire) per le prodezze architettoniche prospettate da questi eminenti gotha dell’architettura? Ora, se fossimo privi di qualunque idea alternativa a questi “magnifici” progetti non potremmo che fare una protesta fine a se stessa, quella per la quale i movimenti “grillini” (movimenti di liberi cittadini informati, in realtà) sono chiamati anti-politica, disfattisti, non acculturati, ecc… Ma la cosa che invece ci rende sempre più perplessi e che il progetto c’è!
Sì, infatti il Poletti, l’architetto che ha costruito il Galli, ci ha lasciato le indicazioni (minuziose e dettagliate) con le quali si potrebbe riportare il teatro alle sembianze prebelliche. Qualche quotidiano nei giorni scorsi riportava i pensieri di chi sosteneva che oggi non esistono le maestranze o le tecniche per ricostruirlo così com’era…ma scherziamo? Chi volete prendere in giro? Avete paura di risparmiare oppure volete giustificare lo sperpero di denaro pubblico?
Questa idea di restauro è stata appoggiata attraverso firme e adesioni da personalità che di arte e musica sembrano intendersene, come: Claudio Abbado, Riccardo Muti e vari critici d’arte, tra i quali anche Vittorio Sgarbi. Gli stessi riminesi nel 2000 si riunirono a Gennaio, ripetiamo Gennaio, in 1200, in piazza per manifestare a favore del restauro filologico voluto dalla Sovraintendenza Regionale attraverso la consulenza di Pier Luigi Cervellati, che è uno dei più seri e noti restauratori in Italia. Allora ci si chiede: forse è un restauro costoso che la città, viste le difficili questioni relative alla Fondazione Carim, non può più permettersi? Eppure sono stati spesi, repetita iuvant, milioni di euro per progetti mai realizzati. Gentili signori dell’Amministrazione vigente e cari “archistar”: il recupero filologico costa molto meno rispetto agli altri mirabolanti progetti modernisti! Sono le opere liriche e teatrali che devono adattarsi ai teatri non il contrario. Miglioramenti certo, bisogna rimanere al passo dei tempi, ma non stravolgimenti. Allora è tempo che qualcuno spieghi non a noi del Movimento 5 Stelle, i grillini come ci chiamate voi, ma a
tutta la città, il perchè si discuta ancora su progetti impossibili quando tutto è pronto, ormai da anni, per un Galli restaurato, a basso costo e voluto dai riminesi, alcuni. Ci chiediamo inoltre: ancor oggi il candidato sindaco del Partito Democratico non si é espresso con energia su questo tema. Ma egli é interessato alla Cultura e alle sorti del Teatro Galli? Cosa promettiamo questa volta agli elettori del PD?











