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Tassa frontalieri. I sindacati: discriminatoria. Aumentare la franchigia

di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Gio 13 Gen 2011 14:09 ~ ultimo agg. 14 Mag 04:04
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Riunito nei giorni scorsi, il comitato sindacale interregionale (CSIR) ha esaminato il nuovo meccanismo d’imposta introdotto dalla Finanziaria 2011, che con la mancata esenzione della voce “costo produzione del reddito” produce un taglio mensile nelle buste paga dei frontalieri superiore ai 200 euro. “E’ una decisione che non solo determina un grave peggioramento delle condizioni economiche dei lavoratori italiani occupati in Repubblica, ma introduce un trattamento fiscale inaccettabile perché legato alla residenza anagrafica del lavoratore”.
“Siamo di fronte – sottolinea il comitato sindacale – a una scelta fortemente discriminatoria, perché introducendo diversi prelievi fiscali non garantisce i principi di equità e di parità di trattamento salariale a chi lavora con lo stesso contratto. E inoltre rischia di produrre elementi di divisione e disgregazione del mercato del lavoro. Una scelta politica intollerabile e con forti dubbi di legittimità sul piano del diritto: di fatto il lavoratore frontaliere viene tassato solo perché non ha diritto di voto a San Marino”.
Le organizzazioni sindacali sammarinesi, emiliano romagnole e marchigiane sono preoccupate per i contraccolpi negativi che la supertassa ai frontalieri può provocare sul fronte diplomatico. Il comitato sindacale annuncia l’intenzione di coinvolgere “le istituzioni territoriali, province e regioni limitrofe a San Marino, per affrontare sia il problema della nuova tassazione, sia i nodi legati all’estensione degli ammortizzatori sociali ai frontalieri in mobilità e il blocco della stabilizzazione”.
Resta aperto anche il capitolo franchigia, ferma a 8mila euro dal 2003 e in scadenza a fine anno. Per il comitato sindacale interregionale “è necessaria una legge ordinaria che delinei in maniera strutturale e definitiva il trattamento fiscale dei redditi frontalieri, prevedendo un aumento dell’attuale soglia di esenzione fiscale”. Anche per questo sono già partire richieste d’incontro con le commissioni parlamentari interessate.

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