Dopo il caso scoppiato a Milano Marittima dello stabilimento balneare "vietato" a bambini con meno di 10 anni "perchè - come ha dichiarato il gestore - le persone vogliono stare più serene" , l'Associazione Mare Libero si è attivata chiedendo al sindaco di Cervia di attivare un procedimento di decadenza dalla concessione per violazione degli obblighi concessori a carico del titolare dello stabilimento.
"Un concessionario di uno stabilimento balneare - spiega il riminese Roberto Biagini, di Mare Libero Aps - non può escludere una tipologia di utenti a sua discrezione (come i bambini sotto i 10 anni), soprattutto se il servizio si svolge in un'area destinata anche alla balneazione pubblica in quanto la sua attività è intrinsecamente legata all'esercizio di un pubblico servizio e deve rispettare i principi di non discriminazione e di accessibilità pubblica. Vietare l'ingresso a una categoria di persone (in questo caso i bambini, ma lo stesso vale per anziani o disabili) basandosi su criteri anagrafici, sociali o di altra natura, si pone in contrasto con i principi di equità e non discriminazione che regolano l'erogazione dei servizi pubblici. Una decisione del genere, da parte di un concessionario di un bene dello Stato o di un Ente Comunale, è da considerare arbitraria e irragionevole".
Sul tema interviene anche
Federconsumatori Rimini. "
Tra costi dei servizi balneari sempre più cari di anno in anno e il diffuso divieto di introdurre cibi in spiaggia pensavamo che il peggio fosse stato raggiunto, invece, a quanto pare, ci sbagliavamo". "
Immaginare che chi ha avuto in concessione dal demanio una parte di suolo demaniale (spiaggia) si senta il “padrone” di un bene pubblico e che possa discrezionalmente escludere degli utenti, per giunta bambini, adducendo ad una politica di serenità portata avanti dallo stabilimento è inaccettabile. Si fa sempre più urgente l’emanazione di nuovi bandi sulle concessioni demaniali marittime".
"Dal 2023 - ricorda l'associazione - l’Italia è in infrazione su questo tema, molti comuni si devono ancora adeguare. Di fronte a questa situazione l'opportunismo e immobilismo del Governo non può essere un pretesto per la Regione ed i Comuni della Riviera (e non solo) sul non procedere ai bandi di gara. Questi ultimi devono essere conformi alle direttive Europee e con regole chiare e non discriminatorie, al fine di evitare che accadano episodi e casi simili a quelli riportati dalla stampa in questi giorni."
Tornando al caso di Milano Marittima, anche Federconsumatori chiederà all'Assessore Regionale al Turismo dell’Emilia-Romagna e al Comune di Cervia di procedere con l’avvio della decadenza della concessione. "Rimane il fatto - conclude - che episodi simili, sommati a politiche sempre più arbitrarie e ai costi ormai spropositati adottati da alcuni stabilimenti, stanno allontanando molti turisti dalle nostre spiagge, ledendo non solo il diritto dei cittadini alla fruizione di beni pubblici, ma creando anche gravi danni all’intera categoria dei balneari".