In occasione della 76ª Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro, la CISL Romagna mette in fila i dati di una piaga che anche nei giorni scorsi ha portato ad una ennesima vittima a Rimini.
Qualcosa è stato fatto, molto resta ancora da fare per garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro. Lo raccontano gli episodi di cronaca e lo dicono anche i numeri. In tutto il 2025 nelle tre province romagnole sono 19.620 le denunce di infortunio, 54 al giorno. Gli incidenti effettivamente accertati come avvenuti per cause lavorative sono stati invece 12.435, 34 al giorno. Rimini si distingue come la provincia dove i casi gravi sono calati di più: da 913 a 776 in cinque anni (-15%) ma è anche il territorio in cui nel 2026 le denunce sono cresciute più in fretta: già 3.378 (+11,9%) in 7 mesi contro le 5.202 totali dello scorso anno. Il comparto più a rischio, specchio di un’economia incentrata sui servizi, è quello dell’Alloggio e ristorazione, seguito dal commercio e poi dalla sanità. In calo invece le denunce di infortuni nelle costruzioni dove però lo scorso 6 ottobre si è consumata la tragica morte di un operaio 59enne caduto da un ponteggio in un cantiere di via Coletti. “Un episodio drammatico – evidenzia la Cisl - che sottolinea l’urgenza di rafforzare la prevenzione e garantire condizioni di sicurezza in ogni luogo di lavoro”.
“Controlli sempre più mirati dove il rischio è maggiore – invoca il sindacato - una formazione continua e adeguata, estesa anche a chi lavora con contratti a termine o in appalto e subappalto, e la valorizzazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, primo presidio dentro le aziende". "La sicurezza – conclude il segretario della Cisl Romagna Francesco Marinelli - non può essere vista come un costo o come un ostacolo alla produttività: è una responsabilità e un investimento sul futuro delle persone e delle nostre comunità."
I dettagli
Forlì-Cesena: più casi gravi di tutti
È la provincia con più denunce e più infortuni gravi in assoluto. Nel 2025 le denunce sono state 7.247, circa 20 al giorno, il valore più alto del quinquennio, con un +5,3% sul 2024 dopo due anni di lieve calo. Gli infortuni riconosciuti sono 4.672, praticamente stabili rispetto al 2021, mentre i casi gravi sono 1.217, più di tre al giorno. Il picco è stato nel 2023, con 1.402 casi, e la discesa dell'ultimo anno (-6,3%) non basta a rassicurare.
Colpisce la distanza tra le denunce presentate e quelle riconosciute: la quota di denunce riconosciute è scesa dal 67,9% al 64,5%, il calo più marcato della Romagna, mentre i casi non riconosciuti sono passati da circa 2.200 a oltre 2.500. Tra i settori, la manifattura pesa per il 20,7% delle denunce, commercio e costruzioni crescono, la sanità cala del 27,4% in cinque anni ma risale del 16,5% nell'ultimo.
Ravenna: l'unica provincia con più casi gravi rispetto al 2021
Nel Ravennate le denunce arrivano a 7.171, il massimo della serie e la crescita più forte tra le province rispetto al 2021 (+12,3%). Anche gli infortuni riconosciuti aumentano più che altrove, da 4.007 a 4.452 (+11,1%), con un picco di 4.495 nel 2024. La quota di denunce riconosciute è la più bassa della Romagna, intorno al 62%.
Ravenna è l'unica provincia in cui i casi gravi restano sopra il livello di cinque anni fa: 866 contro 815, un +6,3%, dopo il massimo di 942 nel 2024. Il calo dell'8,1% del 2025 è incoraggiante, ma si tratta pur sempre di quasi due casi gravi e mezzo al giorno. Tra i settori crescono il commercio (+24,1% sul 2021) e le costruzioni (+17,5%). Nei giorni scorsi un lavoratore purtroppo ha perso la vita in un cantiere di Faenza, in via Pana: un'altra tragedia che evidenzia quanto la sicurezza in edilizia sia una emergenza prioritaria.
Rimini: meno casi gravi, ma le denunce crescono
Il Riminese è la provincia dove i casi gravi sono calati di più: da 913 a 776 in cinque anni (-15%), con un -11,7% nell'ultimo anno. Il peso dei casi gravi sui riconosciuti passa dal 29,8% al 23,4%. Ma è anche la provincia in cui nel 2026 le denunce crescono più in fretta, e questo invita a leggere il dato con prudenza. Nel 2025 le denunce erano state 5.202 (+11,2% sul 2021), in lieve calo sul 2024; i riconosciuti 3.311, con una quota scesa dal 65,4% al 63,6%.
Il quadro dei settori racconta un'economia di servizi. Alloggio e ristorazione è il comparto con più denunce, 634, pari al 12,2% del totale, il peso più alto della Romagna. Il commercio cresce del 27,8% in cinque anni, la sanità conta 532 casi. Le costruzioni calano del 6,4% nell'ultimo anno, ma il 6 ottobre un lavoratore è morto cadendo da un ponteggio in via Coletti: un episodio drammatico che sottolinea ancora una volta l’urgenza di rafforzare la prevenzione e garantire condizioni di sicurezza in ogni luogo di lavoro.
Nel 2026 si ricomincia a salire
I primi sette mesi di quest'anno non segnano alcuna inversione. Tra gennaio e luglio le denunce in Romagna sono state 12.392, contro le 11.493 dello stesso periodo del 2025: 899 in più, pari a +7,8%. La media è salita a circa 58 al giorno, rispetto alle 54 dell'anno scorso. A Rimini la crescita è la più forte, da 3.019 a 3.378 denunce (+11,9%). A Forlì-Cesena si passa da 4.241 a 4.613 (+8,8%). A Ravenna da 4.233 a 4.401 (+4,0%), un aumento più contenuto ma su livelli già molto alti.
Letto insieme ai dati del 2025, questo risultato pesa ancora di più. Il calo dei casi gravi dell'anno scorso, che poteva sembrare un cambio di rotta, per ora non trova conferma nelle denunce complessive. Mancano cinque mesi alla fine dell'anno, ma l'andamento dei primi sette mesi indica il rischio di un nuovo record negativo.