Sicurezza sul lavoro. A Rimini il 2026 comincia male per gli infortuni
Un morto, quasi 3.000 incidenti e oltre 530 malattie denunciate. Sono i numeri dell'Osservatorio permanente Cgil e Inca Emilia-Romagna relativi alla Romagna e ai primi due mesi dell'anno. Che registrano in particolare per la provincia di Rimini un morto, sui sei complessivi a livello regionale, e un aumento del 16% degli infortuni, più che doppio rispetto al dato regionale. Più nel dettaglio, per la provincia riminese a gennaio e febbraio 2026 le denunce per infortunio arrivano a 739 e quasi quattro su 10 riguardano donne. Circa il 78% si verificano tra industria e servizi, in particolare tra costruzioni, sanità e commercio; il 19,5% per conto dello Stato e il 2,7% nell'agricoltura. Si tratta in gran parte di italiani, per il 22,7% di cittadini extra Ue e per il 3,4% di cittadini di Paesi comunitari.
La fascia di età più colpita va da 41 ai 65 anni, 48,7%, anche se il 10,7% è under 14 e il 2,2% over 65. Le denunce di malattia sono 119, +9,2%, mentre i lavoratori che denunciano sono 72, in calo del 2,7%. Le denunce riguardano donne per il 35,3%, cittadini Ue non italiani per l'1,7% e extra Ue per il 10,1%. Industria e Servizi raccolgono il 75,6% delle denunce e l'agricoltura il 23,5%, mentre lo 0,8% avviene per conto dello Stato. Le malattie di muscoli e ossa sono le più frequenti con il 65,3%, mentre quelle del sistema nervoso arrivano al 18,5%












