Popolazione vecchia, economia a rilento, lavoro che cresce ma solo in superficie
Non arrivano buone notizie dai dati del 14° rapporto sull’economia ed il lavoro in provincia di Rimini redatto da IRES Emilia-Romagna e CGIL Rimini. La ricerca – condotta da Valerio Vanelli con un’appendice statistica a cura di Federica Benni - evidenzia l'ormai cronica denatalità e l'invecchiamento della popolazione: basti pensare che in 20 anni la popolazione totale è aumentata del 12,9% (raggiungendo quasi 342mila abitanti) ma gli over 75 sono cresciuti del 54,1% a fronte di un crollo delle nascite del 47,6% dal 2010, dato peggiore rispetto a media regionale e nazionale. Pochi anche gli stranieri (11,2%) con gli over 50 raddoppiati dal 2008, aspetto che modifica anche le future esigenze di cura e welfare.
Rallenta anche l'economia su cui pesano l’instabilità globale e i conflitti internazionali: il manifatturiero perde il 6,7% di produzione, il 5,4% di fatturato e il 9,5% di ordinativi esteri con l’export che crolla per i settori della pelle, metallo, farmaceutica e macchinari. Forte contrazione anche per le costruzioni mentre tiene il commercio della grande distribuzione. E poi buoni risultati per il turismo con un aumento delle presenze (+4,6%), soprattutto straniere (+7,5%). In controtendenza le esportazioni agroalimentari, +30%.
Alla voce occupazione non è "tutto oro quello che luccica". L'analisi infatti evidenzia un buon +2% di occupati rispetto all’anno precedente con la disoccupazione che cala drasticamente al 4,5%, dato ai minimi storici. Però solo il 32,7% ha un occupazione a tempo indeterminato, tempo pieno con 52 settimane di contribuzione. Dato che si riduce per le donne al 20,3%. Scavando emerge quindi la fragilità di una provincia dove la retribuzione media annua dei dipendenti privati è di 18.350 euro lordi, fanalino di coda in Emilia-Romagna dove la media è di 26.377 euro. L’incremento delle retribuzioni (dal 2008 al 2024 è stato del 24%) non è riuscito a compensare la recente spinta inflazionistica (dal 2008 al 2024 è stata del 35%). Rimini è anche ultima in Regione per reddito imponibile, inferiore a 21.000 euro lordi annuali.
Incrociando i dati con quelli della Caritas riminese emerge come siano sempre di più i "senza dimora ma con occupazione". E i settori fragili non sono solo turismo o edilizia ma ci sono anche sportivi, imprenditori, magazzinieri. Centrale il problema dell'alloggio spesso disponibile in residence e alberghi ma solo fino a maggio.
Alla segretaria provinciale della Cgil Francesca Lilla Parco, il compito di tirare le somme: redditi dichiarati e retribuzioni sotto la media regionale sono la conseguenza del lavoro nero e irregolare. Nel settore turistico pesa poi l’assenza di un’indennità di disoccupazione con la NASPI ormai inadeguata. "Ciliegina sulla torta" l’impennata dell'inflazione che ha messo in ginocchio nuclei familiari tradizionalmente non considerati a rischio. E poi la crisi della manifattura con la fuoriuscita di lavoratori assorbita dai settori che trainano l’economia territoriale ma che sono appunto caratterizzati da redditi bassi e diffusa precarietà.











