Sicurezza a Rimini, Preite (FIPE-Confcommercio): "Imprenditori in una morsa"
A intervenire dopo un Ferragosto “andato bene soprattutto grazie agli arrivi dall’estero” è Denis Preite, presidente di FIPE-Confcommercio della provincia di Rimini. A proposito del delicato tema della sicurezza, Preite afferma: “Gli imprenditori si sentono stretti in una morsa: da una parte episodi di violenza, che avvengono anche fuori dai locali e sui quali i titolari non hanno possibilità di intervenire, dall’altra le conseguenze sulle attività, fino alle chiusure disposte ai sensi dell’art. 100 del TULPS. E in mezzo ci sono proprio gli esercenti e i loro dipendenti, che lavorano sul posto e rischiano in prima persona di essere coinvolti o feriti”.
Preite sottolinea però il grande lavoro svolto dalle forze dell’ordine: “A Polizia, Carabinieri e a tutto il personale impegnato sul territorio va il nostro ringraziamento. Sappiamo quanto sia complesso il loro compito e quanto forte sia l’impegno quotidiano. Il problema, però, è anche a monte: servono strumenti normativi adeguati, maggiore capacità di prevenzione e interventi sulle situazioni di degrado, sui luoghi che diventano rifugio per bivacchi e su tutte quelle condizioni che finiscono per alimentare insicurezza e illegalità. Il danno così è doppio: violenza e degrado allontanano i turisti, mentre imprese che investono in qualità, occupazione e sicurezza rischiano conseguenze pesanti. Rimini sta sostenendo grandi investimenti pubblici e privati per riqualificare l’offerta turistica e non possiamo permettere che vengano vanificati”.
Gli episodi, rimarca il presidente di FIPE provinciale, non riguardano una sola parte della città: “Il problema è trasversale e nessuna zona può considerarsi immune. Detto questo, riceviamo molte segnalazioni in particolare dalla zona sud, dove da tre anni si aspettano i nuovi marciapiedi sui viali”.
Ma secondo Preite la competitività non dipende solo dalle infrastrutture: “Il turista vive strade, locali, negozi, eventi e spazi pubblici. Ricorda come si è sentito, non soltanto dove ha dormito. Sicurezza, decoro, commercio di prossimità, qualità urbana e accoglienza diffusa fanno parte dello stesso progetto e costruiscono l’identità di Rimini, che dobbiamo rafforzare affinché ogni elemento della città contribuisca a un’esperienza positiva. I pubblici esercizi sono vetrine accese contro il degrado: presenza, lavoro, socialità e presidio del territorio”.
FIPE-Confcommercio invita quindi tutte le attività ad aderire al Protocollo d’intesa territoriale in materia di Sicurezza nei pubblici esercizi. “Non è obbligatorio, ma è uno strumento concreto che aiuta gli operatori a rafforzare prevenzione, collaborazione con le istituzioni e attenzione alle situazioni di rischio. Aderire significa fare un passo in più sul terreno della responsabilità e della legalità e contribuire a contrastare quei comportamenti che possono mettere in difficoltà le attività e compromettere la sicurezza”.
Preite richiama infine l’attenzione sugli street food nei momenti clou della stagione: “Se fossero davvero capaci di creare richiamo autonomo, non avrebbero bisogno di essere concentrati proprio a Pasqua o Ferragosto, nei giorni di massimo afflusso. Consentirli in quei periodi significa creare concorrenza mordi e fuggi a discapito di chi sostiene costi, personale e investimenti tutto l’anno o per l’intera stagione. Gli eventi devono portare valore aggiunto, non sottrarre mercato alle imprese stabili. Con l’avvicinarsi dell’autunno credo sia fondamentale una riflessione comune su dove Rimini vuole andare davvero”.










