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Numeri impietosi

Scuola, nuovo anno ma stesse criticità: precarietà e organici insufficienti

In foto: scuola (repertorio)
scuola (repertorio)
di
Redazione
   
Tempo di lettura 3 min
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Sempre più docenti precari in provincia di Rimini. In vista dell'avvio del nuovo anno i sindacati di categoria fanno il punto della situazione e i numeri sono fin troppo chiari: sono quasi 1.300 i contratti a tempo determinato tra il personale docente riminese per l'anno scolastico 2026/27 dopo i 1.264 dello scorso. Le operazioni di nomina, a pochi giorni dalla prima campanella, sono ancora in corso. "Quando in una provincia come Rimini - commenta Marcella D’Angelo, Segretaria generale della FLC CGIL - si supera il migliaio di contratti a termine, non siamo più davanti a un fenomeno residuale o fisiologico. Il precariato è diventato una componente strutturale del funzionamento della scuola pubblica e, quando riguarda in misura così rilevante il sostegno, alla precarietà delle lavoratrici e dei lavoratori si aggiunge la discontinuità che ricade sulle alunne e sugli alunni più fragili e sulle loro famiglie."

Identiche criticità si registrano anche sul versante del personale ATA dove risultano complessivamente 413 disponibilità nei tre principali profili e le immissioni in ruolo sono state appena 83. Nel dettaglio, a fronte di 76 disponibilità per gli assistenti amministrativi, le assunzioni a tempo indeterminato sono state 19; per gli assistenti tecnici, 24 disponibilità e appena 2 ruoli; per i collaboratori scolastici, 313 disponibilità e 62 immissioni in ruolo. In sostanza, solo un posto disponibile su cinque è stato coperto attraverso un’assunzione stabile. Ben 330 disponibilità non sono state coperte dalle immissioni in ruolo e devono essere affrontate attraverso le procedure di nomina, che si protrarranno anche dopo l’inizio delle lezioni. "Non si può continuare a considerare il personale docente e ATA come una variabile da comprimere senza conseguenze sulla qualità del servizio, sulla vigilanza e sulla sicurezza dentro le nostre scuole" attacca D'Angelo.

Nel mirino della Cgil finiscono le dichiarazioni del ministro Valditara che ha parlato di un anno scolastico che parte regolarmente, di precariato ridotto e di personale in cattedra. "La scuola raccontata dal Ministro e quella che ogni mattina apre i cancelli a Rimini e provincia non sono la stessa scuola. I numeri lo dimostrano". 

La Segretaria FLC evidenzia come le scuole continuino a funzionare perché chi ci lavora si fa carico quotidianamente delle carenze del sistema ma questa non può essere la soluzione, servono invece investimenti. Anche perché ai problemi di organico si aggiungono quelli strutturali. Le alte temperature impongono infatti di mettere mano agli edifici scolastici con lavori di isolamento, ventilazione ed efficientamento energetico. 

"La scuola pubblica non ha bisogno di propaganda - conclude la nota -. Ha bisogno di stabilizzazioni, organici docenti e ATA adeguati, continuità sul sostegno, investimenti sull’edilizia scolastica e luoghi di lavoro e di studio sicuri e dignitosi".

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