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Cronaca Newsrimini Provincia

Scommesse illegali su internet: 39 persone indagate, un giro da oltre 100.000 €

di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Gio 14 Lug 2005 17:47 ~ ultimo agg. 11 Mag 08:24
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39 persone indagate, 36 perquisizioni in bar, circoli privati, 102 postazioni internet
sequestrate assieme a 3.809 gifts-cards per un valore di 102mila euro, e a 57 Atm Cards e ancora 10 mila euro in contanti: é il bilancio dell’inchiesta “Wild Bet” condotta dalla Guardia di Finanza di Ravenna e Lugo e coordinata dal pm Isabella Cavallari sulla nuova frontiera del gioco d’azzardo e delle scommesse clandestine che si avvale dei casinò on line facenti capo a società con residenza nei paradisi fiscali.
E’ una delle prime indagini del genere in Italia e i suoi sviluppi potrebbero essere clamorosi.
I risultati di questa prima parte dell’attività investigativa conclusasi ieri con le perquisizioni, é stata illustrata dal colonnello Stefano Screpanti comandante del gruppo provinciale della Guardia di Finanza di Ravenna.
Le ipotesi di reato sono di associazione a delinquere finalizzata all’abusiva organizzazione di scommesse sportive via
internet e all’esercizio abusivo dell’attività finanziaria oltre che al gioco d’azzardo.
La maggior parte delle 39 persone indagate sono i responsabili dei locali, appunto bar e circoli
privati in cui erano installati i terminali per le navigazioni in internet. Le perquisizioni sono state compiute oltre che nei locali anche in varie abitazioni a Rimini, Bologna, Medicina e Rastignano di Pianoro (Bologna), Lugo, Cotignola e Bagnacavallo (Ravenna), San Martino Villafranca (Foggia), Bellaria, Sant’Angelo in Lizzola e Cavuglia (Pesaro-Urbino), Lido delle
Nazioni (Ferrara) e Brugneto di Reggiolo (Reggio Emilia).
Una perquisizione é stata effettuata anche a Gorizia nella sede di una società informatica il cui ruolo é ancora tutto da definire.
Il meccanismo del gioco e delle scommesse é stato ricostruito nei minimi particolari nel corso dell’indagine della GdF che era iniziata alla fine dello scorso anno.
Tramite internet il gestore del locale apriva un conto corrente personale presso società finanziarie estere facendo un versamento a titolo di provvista e ottenendo dopo qualche giorno una fornitura di gifts-cards dell’importo variabile da 10 a 200 euro. Le card venivano immediatamente attivate e potevano poi essere anche ricaricate mediante ulteriori bonifici
attraverso la stessa rete telematica. Gli scommettitori acquistavano quindi presso i locali una o più gifts-cards e con
queste potevano accedere alle scommesse e ai giochi offerti dal sistema che veniva attivato dallo stesso gestore attraverso la
digitazione di una password. In caso di vincita questa veniva corrisposta direttamente dal gestore o in contanti oppure con moneta elettronica rappresentata dalla gifts-cards per ulteriori giocate. Ogni puntata e ogni vincita veniva registrata dal sistema e accreditata o addebitata, a seconda del risultato, sul conto estero personale del gestore che era identificato attraverso un numero di codice.
Per ogni giocata al gestore veniva riconosciuto con un accredito sul proprio conto estero virtuale una percentuale del 20-25% della posta mentre la restante parte veniva destinata in
percentuale variamente determinate alle varie remunerazioni o degli installatori di zona o alla società finanziaria estera e a quella che aveva realizzato il sito e che metteva a
disposizione on-line le scommesse e i giochi d’azzardo.
Per la materiale riscossione del proprio guadagno il gestore del locale dava disposizione alla società finanziaria estera sempre on-line di rendere disponibile la somma nella valuta richiesta che il gestore poteva poi riscuotere tramite sportelli bancomat attraverso l’utilizzo di atm card che erano messe a disposizione
dalle società finanziarie estere ed erano dotate di un codice pin che veniva comunicato al gestore anche questo attraverso le moderne tecnologie oppure gli sms via cellulare. (Ansa)

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