Indietro
menu
sfruttamento del lavoro

Inchiesta sul caporalato, tra gli indagati un imprenditore agricolo riminese

In foto: Alcuni controlli dell'Ispettorato (repertorio)
Alcuni controlli dell'Ispettorato (repertorio)
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura 2 min
Sab 30 Ago 2025 16:54 ~ ultimo agg. 18:22
Tempo di lettura 2 min

Figura anche un imprenditore agricolo del Riminese tra gli indagati dell'inchiesta condotta dalla Procura di Forlì sul caporalato. Si tratta di un 48enne riminese, difeso dagli avvocati Massimiliano Orrù e Federico Cavagna, che, secondo l'accusa, si sarebbe rivolto ad una società forlivese che fornisce manodopera agricola, finita nel mirino del Nucleo Ispettorato del Lavoro dei carabinieri, per l'impiego di braccianti.

Le indagini avrebbero portato alla luce il cosiddetto fenomeno del caporalato, che colpisce prevalentemente lavoratori vulnerabili, spesso migranti, che vengono reclutati in cambio di compensi bassi, orari di lavoro estenuanti, condizioni di lavoro e alloggio degradanti, in spregio all'osservanza delle norme di sicurezza. L'imprenditore riminese, stando all'impianto accusatorio, in seguito all'accordo stipulato con la società forlivese, non avrebbe adempiuto a tutta una serie di obblighi di verifica, tra i quali rientrerebbe quello relativo al salario corrisposto ai braccianti. Che, all'esito delle indagini, sarebbero risultati sottopagati. Da qui, secondo la Procura di Forlì, l'accusa di favoreggiamento e sfruttamento dei lavoratori in concorso

Nel corso dell'interrogatorio di garanzia, il 48enne riminese, titolare di una ditta di coltivazione di ortaggi e meloni, si è avvalso della facoltà di non rispondere. L'inchiesta della procura di Forlì sarebbe molto più vasta e riguarderebbe anche altri imprenditori romagnoli e molteplici società fornitrici di manodopera.

 

Altre notizie