Ristorazione in crescita ma non ovunque: bene la costa, vallate in difficoltà
In 15 anni le imprese attive nella ristorazione sono aumentate in provincia di Rimini del 5,7%. E' quanto emerge dai dati Infocamere. L'incremento non è però uniforme su tutto il territorio con la costa, salvo qualche eccezione, che tira la volata insieme alle località più dinamiche mentre l'entroterra fatica a mantenere il passo. Complessivamente si parla di 2.668 attività di ristorazione attive nel 2025 in provincia contro le 2.522 del 2010. Oltre la metà si trovano tra il capoluogo Rimini e Riccione: nel primo se ne contano 1.154 (44 in più in 15 anni) mentre nella Perla Verde sono 468 (ben 90 in più). Qualche scricchiolio si registra a Bellaria Igea Marina, che passa dalle 218 attività del 2010 alle 196 attuali, e a Cattolica, che scende da 196 a 189. Restando sulla costa, cresce invece Misano (da 125 a 137 in 15 anni). Bene anche Santarcangelo che in 15 anni ha visto crescere le attività ristorative da 106 a 123. Segni più anche per Verucchio (da 46 a 51), San Giovanni in Marignano (da 43 a 48) e Novafeltria (da 41 a 45). Si distinguono anche centri come Montefiore Conca (che raddoppia, da 6 a 12) e San Clemente, da 22 a 25 locali. Le situazioni più complicate si evidenziano invece ungo le vallate del Conca e del Marecchia: a Morciano i locali calano da 46 a 41, a San Leo da 19 a 17, a Saludecio da 11 a 9. Per non parlare dei piccoli borghi, con Casteldelci (da 4 a 2) e Gemmano (da 8 a 4) che dimezzano il numero di attività ristorative.










