De Pascale attacca la manovra del Governo: sulla sanità solo tagli
Il Governo ha presentato ieri la manovra finanziaria 2027 da 26 miliardi di euro. Tra i provvedimenti c'è l'estensione dell'aliquota IRPEF al 33% fino a 55.000 euro di reddito, la flat tax per le partite iva fino a 100.000 euro, un premio speciale fino a 2.500 euro per i giovani lavoratori entro i 30 anni, con una tassazione agevolata dell'1%. Sul versante casa, la cedolare secca per i contratti a canone concordato scende dal 10% al 5% e si riduce all'1% se il conduttore è un giovane under 35. Per la prima volta viene introdotta anche una cedolare secca agevolata al 21% per le locazioni di locali commerciali. Prorogate le detrazioni e le aliquote agevolate sui principali bonus edilizi per la prima casa e sul Bonus Mobili ed Elettrodomestici. Resa strutturale l'abolizione del bollo auto. Il congedo parentale retribuito all'80% passa da 3 a 4 mesi per tutti e salirà a 5 mesi complessivi per il secondo figlio e a 6 mesi dal terzo in poi. Introdotto una salvadanaio per i nuovi nati con un conto di previdenza integrativa aperto dall'INPS per ogni neonato, finanziato con un primo versamento statale di 100 euro e sbloccabile a 18 anni. Per quanto riguarda ii Fondo Sanitario Nazionale l'incremento si attesta a 3,4 miliardi di euro.
Ma proprio sulla sanità si accendono le polemiche. "Nell’ultima manovra non c’è alcun aumento del finanziamento al Servizio sanitario nazionale, ma solo tagli: avevamo chiesto, insieme a tutti i presidenti di Regione e al ministro Schillaci, di adeguare lo stanziamento e invece ci sarà un taglio enorme. Non c’è nemmeno la copertura dei costi dell'inflazione, per non dire dell'impennata dei costi energetici e le maxi bollette che pesano su ospedali e strutture sanitarie”. A dirlo è il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale.
“Si sono trovate le risorse per un variopinto elenco di microbonus, compreso il pericolosissimo precedente del Bonus di 300 euro per la sanità privata ma si dà l'ennesimo grave colpo alla sanità pubblica. Avevamo chiesto, insieme a tutti i presidenti di Regione, di cui 15 sono di centrodestra, e al ministro Schillaci di adeguare il finanziamento per il servizio sanitario pubblico- ribadisce de Pascale-. Ci viene risposto che è aumentato il finanziamento assoluto, ma questo è l'unico Governo del mondo che continua a non capire come funziona la sanità: se si rinnova, doverosamente, il contratto dei medici o degli infermieri, è ovvio che aumenti in valore assoluto, ma non sta aumentando il potere d'acquisto del servizio sanitario. Così come se i farmaci innovativi, quelli che salvano la vita alle persone, costano di più ma non viene adeguata la spesa sanitaria a quella cifra, in realtà si sta tagliando. Questo l'hanno detto tutte le regioni all'unanimità, il mio auspicio è che il Governo e il Parlamento ci ascoltino, così come non cada nel vuoto l’appello lanciato solo ieri dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché venga garantito il diritto universale alla salute a tutte e tutti i cittadini”.










