Rimini e il ‘Peter Pan’ di trenta anni fa. L’estate in motorino di Faletti
Oggi Rimini presenta lo spettacolo “Peter Pan nei giardini di Kensington”, attrazione per il centro storico nel cuore dell’estate (vedi notizia). Trenta anni fa c’era un altro Peter Pan che scorrazzava per Rimini. “Io, il Peter Pan della risata”: così il quotidiano La Stampa del 27 luglio 1992 titolava l’articolo dedicato a Giorgio Faletti, uno dei conduttori dell’edizione di quella estate di “Stasera mi butto”, il programma estivo di Rai Uno che dal 1990 per tre anni andò in onda dal Bandiera Gialla.
Di quella edizione Faletti era il protagonista insieme a Toto Cotugno. L’artista astigiano, all’epoca quarantenne, era ancora conosciuto soprattutto per la sua attività di comico lanciata dal trampolino del Drive In. Il perché della definizione Peter Pan: “Si è comprato un motorino per sfuggire al traffico e zigzaga fra le auto con il codino al vento: giura di non condurre vita notturna, spiega di preferire le osterie e le cene private alle discoteche; recita al bar le gag che va preparando per il programma di Raidue e l’elegante clientela dell’albergo (il Grand Hotel di Rimini, quartier generale del programma ndr) ride fingendo indifferenza”.
E poi lo spiegava Faletti stesso: “Mi rifiuto di crescere. Continuo a pensare a me come se avessi 18 anni. Anche qui sul set del «Bandiera Gialla» arrivo con i jeans strappati, col motorino e col berretto all’indietro: non e un atteggiamento, sono fatto così, e questo mi dà creatività professionale”. E non spingeva il gas solo sul motorino: in quella estate era impegnato nel campionato italiano di velocità turismo automobilismo ed era reduce da un quinto posto in una gara a Misano.
Già personaggio noto al grande pubblico, Faletti doveva però ancora mostrare molto dei suoi tantissimi talenti. Come cantante e autore aveva già due album all’attivo e un singolo finito in alta rotazione nel 1991 intitolato “Ulula (Le avventure di un lupo mannaro italiano a Riccione”). Canzoni dove dietro un apparente disimpegno si intravedevano le letture più profonde che nel 1994 lo portarono al secondo posto a Sanremo, con premio della critica, con Signor Tenente. E dai testi musicali, che offrì negli anni anche a molti artisti italiani, ormai più che cinquantenne passò ai testi letterari con il clamoroso successo dei thriller “Io uccido” e “Niente di vero tranne gli occhi” (tre milioni e mezzo). Ormai sempre più affrancato dall’immagine del comico da tormentoni, portò avanti le sue diverse attività, compresa quella di attore cinematografico e pittore, fino alla sua morte nel 2014, a 63 anni. Lasciando il ricordo di una figura unica per la sua poliedricità, un ragazzo cresciuto tardi e scomparso troppo presto.











