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Il modello cooperativo

Comunità Energetiche, in Regione due su tre sono ferme. La ricetta di Legacoop

di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Sab 30 Mag 2026 17:34 ~ ultimo agg. 17:40
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Aumentano le Comunità Energetiche Rinnovabili in Emilia-Romagna: sono 104, +73% in un anno. Meno di un terzo, però, ha raggiunto la piena operatività, il resto è fermo, in attesa di impianti, competenze e supporto gestionale. Lo rileva Legacoop Romagna. 

In tutta la Regione le configurazioni CER operative riconosciute dal GSE sono 44, per 6,7 MW complessivi. Di queste, più di un terzo fanno capo proprio al network cooperativo creato da Legacoop, Energia Romagna, che ne presidia 15 con 4 MW già allacciati e oltre 140 soci tra cooperative, imprese e cittadini. 

Secondo Legacoop il modello cooperativo ha performato meglio per quattro ragioni: la presenza di una filiera integrata basata sul consorzio Coop Sole, un vantaggio concreto in termini di reddito per i soci, un progetto radicato sul territorio e la digitalizzazione completa del percorso di adesione sul sito www.energiaromagna.it

"Il 63% delle CER cooperative è già operativo, contro il 50% delle associazioni – spiega Emiliano Galanti, responsabile del settore-. Non è un caso, è il risultato di un modello che funziona. Il problema delle CER ferme, senza impianti e senza supporto, è il vero nodo del settore. Noi lo abbiamo affrontato costruendo una filiera integrata: quando una nuova configurazione entra nel network, si aggancia a processi già rodati e a partner già collaudati"

"Quello che abbiamo costruito in Romagna è un ecosistema, non un progetto – sottolinea Paolo Lucchi, presidente di Legacoop Romagna. Cinque soggetti, competenze complementari, un obiettivo comune: rendere l'energia rinnovabile accessibile e collettiva per imprese e cittadini del nostro territorio. Questo è il modo in cui la cooperazione risponde alle grandi sfide: non con iniziative isolate, ma con sistemi che durano nel tempo e crescono insieme alla comunità. L'obiettivo delle 44 cabine primarie entro il 2027 non è uno slogan: è un impegno che stiamo onorando, anche continuando ad investire su questo progetto, che coniuga benefici per le imprese, i cittadini, l'ambiente e la comunità romagnola nel suo complesso».

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