Rimini città che accoglie. La storia della vacanza di Vittorio e di papà Luciano
Vittorio ha 19 anni, è in carrozzina, non deambula ed è totalmente non autosufficiente. Ha bisogno di assistenza completa in ogni momento della giornata, e quando non è ospite della struttura RSD che normalmente si occupa della sua assistenza, a prendersene cura è papà Luciano, che è anche il suo caregiver. Insieme, padre e figlio, sono arrivati in vacanza a Rimini dalla Lombardia. A raccontare la loro storia e l'accoglienza che hanno ricevuto in città è l'assessore alla protezione sociale Kristian Gianfreda.
Prima della partenza Luciano aveva contattato il Comune e l'azienda sanitaria per capire a chi rivolgersi in caso di necessità durante il soggiorno. Non chiedeva un servizio specifico, ma la certezza di avere un riferimento capace di orientarlo nella rete dei servizi. "Quella richiesta ha ricevuto una risposta rapida quanto inattesa, e proprio per questo Luciano ha voluto farla conoscere, ringraziando le istituzioni e raccontando la propria esperienza. Già il giorno successivo al contatto, i servizi sanitari territoriali hanno richiamato la famiglia per approfondire le esigenze di Vittorio, in particolare quelle legate all'alimentazione tramite PEG e alla cura della cute. Il giorno dopo l'arrivo a Rimini era già stato organizzato un controllo sanitario, con un referente a disposizione per tutta la durata della vacanza. Una tempestività che Luciano non si aspettava, considerando la provenienza da un'altra regione e la temporanea permanenza sul territorio".
Accanto ai servizi sanitari, anche l'accoglienza turistica ha risposto pienamente: la struttura ricettiva scelta era priva di barriere architettoniche e adeguata alle esigenze del ragazzo, così come lo stabilimento balneare, dotato di spazi per la doccia, il cambio e il deposito del materiale assistenziale. "Sia in albergo che in spiaggia, è stato sempre papà Luciano ad occuparsi dell'assistenza sanitaria di Vittorio, gestendo tutto ciò che era necessario, giorno dopo giorno, per tutta la durata della vacanza. Alla famiglia è stata comunque segnalata l'esistenza dei servizi offerti dalla “Spiaggia Libera Tutti”, lo spazio balneare pensato secondo criteri di accessibilità universale, con passerelle, percorsi tattili, cabine accessibili e volontari formati per l'accompagnamento in acqua".
"Questa vicenda non nasce per caso - commenta l'assessore -. Rimini lavora da anni, insieme all'AUSL Romagna e alla rete sociale del territorio, a un disegno di turismo accessibile che intende rendere la città vivibile da chiunque, indipendentemente dai bisogni di salute o di mobilità. Ne fanno parte le undici aree gioco inclusive distribuite nei quartieri, dal Parco Alberto Sordi al Parco Foresta del Mare, pensate non come spazi separati ma come luoghi dove bambini e famiglie possano stare insieme. Ne fanno parte percorsi sanitari dedicati come la dialisi vacanza e il percorso DAMA per l'accesso alle cure delle persone con bisogni complessi, oltre a una rete di 38 associazioni impegnate quotidianamente sul tema della disabilità. È l'integrazione tra sociale e sanitario, prima ancora dei singoli servizi, a fare la differenza: significa che chi arriva a Rimini, da cittadino o da turista, trova un territorio che lavora insieme e non uffici da contattare uno per uno.
Concludendo: "Questa non è una storia che vuole elogiare l'Amministrazione comunale, ma raccontare un sistema territoriale che funziona, che unisce AUSL Romagna, uffici comunali e rete sociale, in modo da rispondere efficacemente ai bisogni e attivare servizi essenziali rivolti a tutti, in particolare alle persone più fragili. La vicenda di Vittorio e papà Luciano racconta proprio questo, un lavoro fatto di scelte e di anni di investimenti, che continua a crescere e che questa esperienza conferma essere reale".










