Restauro del mareometro di Rimini. L'impegno del Rotary Club; iter già avviato
Il Rotary Club Rimini apprende "con grande interesse" la recente approvazione della mozione del Consiglio Comunale, presentata dal consigliere De Sio, finalizzata alla valorizzazione dell’idrometro-mareometro del faro di Rimini e rende noto di avere già avviato dallo scorso mese di luglio, presso l’Ufficio Tecnico del Comune di Rimini e la Capitaneria di Porto di Rimini, l’iter progettuale per un mirato intervento di restauro conservativo di questo particolare manufatto di interesse storico e tecnico.
Così il Rotary ripercorre la vicenda del mareometro: "Fino alla recente attenzione suscitata dalla mozione consiliare, erano probabilmente pochi i riminesi a conoscenza dell’esistenza di un “idrometro-mareometro”, posto sulla banchina antistante il faro e oggi quasi invisibile nella quotidianità della vita portuale, tanto da essere costantemente e inconsapevolmente calpestato dalle biciclette in transito.
Eppure l’ interesse per questo antico strumento scientifico di misurazione nasce e cresce già da alcuni anni grazie alla passione per il mare e per la storia della città del geometra Norberto Bonini, socio del Rotary Club Rimini, scomparso tre anni fa.
Fu proprio Bonini a effettuare personalmente i primi rilievi tecnici del manufatto e a richiamare l’attenzione dei soci del Rotary e della marineria locale sulla necessità di recuperarne e valorizzarne l’importante testimonianza storica. La sua sensibilità e competenza hanno così contribuito a porre le basi per l’ideazione e la programmazione di un intervento di recupero che oggi il Rotary intende concretamente realizzare.
Il progetto, che porta la firma dell’ architetto Roberto Ricci, nasce per volontà del Presidente del Rotary Club Rimini, ing. Fabio Masini e prevede il coinvolgimento delle professionalità tecniche e imprenditoriali presenti nel Rotary Club Rimini, in collaborazione attiva con l’Amministrazione Comunale e la Capitaneria di Porto.
L’antico strumento, testimonianza diretta di oltre centocinquant’anni di osservazioni idrometriche legate alla vita del porto-canale di Rimini era destinato alla misurazione sistematica del livello dell’acqua, fornendo indicazioni sia in occasione delle piene del fiume Marecchia, sia durante le mareggiate che interessavano l’imboccatura del porto. Una funzione di grande utilità in un’epoca nella quale il controllo delle variazioni del livello dell’acqua rappresentava un elemento importante per la sicurezza e la gestione delle attività portuali".
Il progetto del Rotary Club Rimini "è improntato a criteri di massima conservazione, con l’obiettivo cioè di mantenere il manufatto nella configurazione più autentica possibile, garantendone al contempo la durabilità nel tempo e il recupero della sua piena leggibilità funzionale. Ogni lavorazione sarà pertanto finalizzata alla conservazione e alla stabilità del manufatto, assicurando la distinguibilità delle eventuali parti integrate rispetto a quelle originali, secondo i principi propri
del restauro conservativo. Particolare attenzione sarà inoltre dedicata alla valorizzazione dell’idrometro-mareometro nelle ore serali e notturne. Il progetto prevede infatti l’inserimento di un sistema di illuminazione dedicato, attentamente dimensionato per evitare fenomeni di abbagliamento e per non arrecare danni o alterazioni al supporto lapideo antico. Un’illuminazione radente e opportunamente direzionata consentirà di evidenziare la geometria della scala graduata dello strumento lungo la banchina, restituendone la leggibilità e rivalutandone al tempo stesso il rapporto con la storica torre del faro. L’obiettivo finale è dunque quello di restituire alla città un piccolo monumento che racchiude una parte della storia di Rimini, rendendolo nuovamente riconoscibile e comprensibile ai cittadini e ai tanti frequentatori del porto-canale e contribuire in tal modo a rinnovare la memoria della città, trasmettendo alle generazioni future un piccolo pezzo di conoscenza e consapevolezza delle proprie radici".










