Proseguono le camminate LIPU di osservazione e pulizie lungo il Marecchia
Si è svolta sabato la camminata con raccolta di rifiuti lungo il tratto urbano del Marecchia promossa dalla LIPU di Rimini, la terza del mese di novembre.
La prossima iniziativa riguarderà la spiaggia libera di Miramare, domenica mattina 14 dicembre. A margine dell'iniziativa di ieri, due episodi che per la LIPU sono degni di riflessioni in merito a biocentrismo, salvaguardia dell'ambiente e ripensamento della relazione con la natura.
"Volendo condividere una riflessione a proposito della nostra iniziativa dedicata al tratto urbano del fiume
Marecchia, la cosa migliore è riportare due piccoli episodi capitati proprio ieri, due dettagli all’apparenza
insignificanti che hanno segnato l’incipit dell’ultima delle camminate organizzate nel mese di novembre per
portare attenzione e cura a questo ritaglio di natura selvatica nel cuore della città di Rimini.
Il primo episodio riguarda una coppia di signori di una ottantina d’anni o giù di lì, presumibilmente moglie e
marito. Entrambi camminavano in direzione parco Marecchia, dopo aver attraversato il Ponte dello Scout.
L’uomo si lamentava ad alta voce con la donna per la scena cui avevano appena assistito: avevano visto uno
dei nostri volontari, Manuel, dotato di un binocolo per l’osservazione degli uccelli e di una specie di braccio
per la rimozione dei rifiuti, uno di quegli aggeggi che ti permettono di pulire senza farti venire il mal di
schiena. Quel signore era non soltanto stranito, era proprio infastidito, non si capacitava che delle persone
potessero passare un sabato mattina ad osservare gli uccelli e a prendersi cura di uno spazio comune. Era
stranito al punto da essere infastidito.
Il secondo episodio riguarda invece un non umano, un pettirosso.
Avevamo da poco iniziato a pulire, in direzione della foce, ma ancora vicinissimi al Ponte dello Scout: alcuni
di noi erano in bilico sulla collinetta che si crea tra la ciclabile e la via Pedril, in particolare eravamo nel
punto in cui sono posizionati dei cassonetti: abitudine di tanti è non buttare i rifiuti dentro i bidoni, ma
lanciarli, al di là del guardrail, direttamente sul lungo fiume: tanti di quei rifiuti sono finiti triturati
dall’ultimo sfalcio. Oltre ai piccoli frammenti però abbiamo rimosso anche diversi pali, fili elettrici e grandi
oggetti abbandonati e non meglio identificati, abbandonati lì chissà da quanto tempo.
Ad un certo punto il pettirosso si è posato non lontano da noi che lavoravamo: quel piccolo uccello quasi
del tutto mimetizzato con il colore della terra, non fosse che per il suo petto arancione, è rimasto diversi
minuti in nostra compagnia, alternando alla sua attività di nutrimento (potevamo vederlo da vicinissimo)
istanti di immobilità in cui sembrava davvero guardarci guardarlo. Ovviamente non era affatto scontato
accorgersi di lui: ci volevano occhi attenti, esperti nello sguardo sul minuscolo mondo alato che ci circonda.
Sta di fatto che quel signore che si lamentava e quel pettirosso che sembrava osservarci per nulla impaurito
hanno tradotto esattamente l’anima di quello che stavamo facendo ieri mattina sul lungo fiume, o meglio, il
significato profondo che si lega a questa iniziativa. Eravamo lì per pulire, ma anche e soprattutto per
accorgerci di una relazione che si tratta di creare o forse di ricreare, una relazione che può destare
straniamento e persino fastidio. “Incontrare il fiume come si incontra un amico” significa esattamente
restituire dignità alla natura, liberarla da una visione che la riduce e semplice risorsa da sfruttare,
significa riprendere contatto con la sacralità dell’acqua, della vita, e del nostro essere terrestri, prima
ancora che umani: fratelli e sorelle degli animali e delle piante. Quando verrà il tempo del superamento di
questo rigido antropocentrismo che sempre orienta pensieri ed azioni, quando verrà il tempo del biocentrismo, noi della Lipu Rimini potremmo dire di aver gettato un piccolo seme. Piccolo, utopistico, addirittura pazzo, ma profondamente necessario".












