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la serata di gala

Amarcort Film Festival 2025, i vincitori. Il primo premio in Nuova Zelanda

In foto: il videomessaggio di Furniss
il videomessaggio di Furniss
di Redazione   
Tempo di lettura 4 min
Dom 30 Nov 2025 13:53 ~ ultimo agg. 14:08
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Nella notte di gala dell'Amarcort Film Festival, organizzata quest'anno al Cinema Tiberio, è stato il regista neozelandese Tom Furniss a portarsi a casa (virtualmente) la statuetta felliniana più prestigiosa davanti al pubblico delle grandi occasioni, che ieri sera ha gremito la vecchia saletta di San Giuliano.

Rochelle è un vero viaggio emotivo sull'elaborazione del lutto, il racconto di come un giovane riesca ad affrontare una perdita traumatica - la morte di un amico - usando un’auto come simbolo di tutto ciò che resta, per attraversare dolore, colpa, memoria, e provare a trovare una forma di pace e chiusura. Il protagonista Mark, interpretato dall'attore Benjamin Sawyer,  decide di iscriversi a un "demolition derby" locale, proprio con la stessa auto – chiamata appunto Rochelle -  con cui il suo migliore amico si è suicidato. Un piccolo capolavoro drammatico, applaudito anche per la fotografia cruda e intimista, con cui il regista neozelandese aveva già trionfato a giugno al Milano Film Festival. 

Nella categoria Amarcort, oltre al vincitore Rochelle (che si porta a casa anche la menzione speciale della critica), sono stati premiati Burul di Adilet Karzhoev, Amplified di Dina Naser e Ne Me Quitte Pas di Karim Huu Do. Il regista svizzero, già conosciuto per le sue atmosfere surreali e oniriche, si è aggiudicato anche il riconoscimento Menzione Corto Fellini.
Menzione Comitato Tecnico per Relocation di Dazhi Huang, Agapè di Matteo Georges El Hani e Va Bene così di Paolo Addario. 

Tra i giovani registi under 40 invece è stato premiato Edgardo Pistone che, grazie al suo lungometraggio d'esordio – Ciao Bambino – ha vinto il prestigioso Premio Burdlaz.  Un riconoscimento che, come ha ricordato sul palco la direttrice artistica Simona Meriggi è oggi il perfetto alter ego di "Un felliniano nel mondo": quanto quest’ultimo guarda al passato, celebrando chi ha collaborato con Fellini, tanto il Burdlaz guarda avanti, alla scoperta di nuovi talenti emergenti. L'attrice Anastasia Kaletchuk – che sul palco ha fatto le veci del regista – ha ritirato anche la statuetta per la migliore interpretazione. 

Categoria per categoria, a chi sono andati tutti gli altri premi della 18esima edizione. 

Nella categoria Aldina, aperta alle scuole di cinema, il premio va a Lovers’ Story: fragment(s) di Marta Irene Giotti, mentre per la menzione speciale è stato votato Nothing Serious di Kamil Czudej. Nella medesima sezione, la giuria  giovani ha voluto invece premiare Land of The Dead Deer di Anahita Qarcheh e Soroush Javadzadeh.

Nella sezione Rex, quella dei corti d'animazione, trionfa Autokar di Sylwia SZKIŁĄDŹ. Menzione particolare per World Naked Bike Tour di William Bradford e Zarko, You Will Spoil the Child! di Veljko Popovic e Milivoj Popovic.

Tra i documentari e reportage, raggruppati nella sezione Calzinaz, vince After Fentanyl di Rinaldas Tomaševičius. Menzione per I sommersi di Giacomo Venturato.

Per i corti sperimentali della sezione Gironzalon alla fine a spuntarla è stato il progetto Velocità di fuga - About Escape Velocity di Andrea Belcastro. Menzione per How Now, House? di Tess Martin.

Tra i corti short di Gradisca, della durata massima di cinque minuti, ha trionfato Viva Revolution di Alessio Petrillo.

Il videoclip musicale Mai Più di VONJAKO è stato votato come migliore nella sezione Cantarel. Menzione per Sky Deverel - RUN di Michelle Brand.

Tra i cortometraggi d'animazione per i più piccoli, nella sezione Miranda, la vittoria è andata a Dog Bridge di Jorn Leeuwerink.

Nella sezione Volpina, che premia i cortometraggi incentrati sul movimento e linguaggio del corpo come veicolo, vince Loverdance di Victor Gomez. Menzione: Art of light di Varvara Guzeniuk.

Per i cortometraggi della sezione Titta, sul rapporto genitori-figli, la giuria ha premiato Coscine di Pollo di Federico Paolini. Menzione per Agapè di Matteo Georges El Hani. 

Miglior Corto italiano a Marcello, del regista Maurizio Lombardi. 

Il Premio Cinema e Neurodivergenza va invece a My Brother, my brother di Abdelrahman Dnewar e Saad Dnewear.

Premio Wonderland a THING ABOUT KASHEM di Bijon Imtiaz. 

Oggi pomeriggio saranno scelti, oltre ai vincitori dei Concorsi Paparazzo e riCIRCOlo dei Sogni, anche quelli della sezione Fulgor, dedicata ai corti emiliano-romagnoli.

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