I sì del Decalogo - Una guida per tutti. Tre punti fermi per chi non crede
I sì del Decalogo - Una guida per tutti. Una lettura nuova e propositiva dei 10 Comandamenti. Con questo ultimo approfondimento l'autore Gianfranco Vanzini ci propone 3 Punti fermi - Per chi non crede. La redazione di Newsrimini lo ringrazia per questa preziosa collaborazione.
Dopo avere parlato dei 10 Comandamenti vorrei concludere sottolineando tre punti fondamentali e ricorrenti, emersi nel corso di queste riflessioni.
Per sintetizzarli bene uso le parole di un amico, l’ingegner Pippo Corigliano che nel suo libro “Preferisco il Paradiso”, edito da Mondadori, alla pagina 21, scrive:
“L’esistenza di Dio per me non era scontata. Avevo studiato tanti tipi di teorie, dal Dio orologiaio che crea il mondo e lo lascia andare avanti senza interessarsene, fino all’Assoluto che si realizza nella storia. L’ultima ipotesi in voga, e lo è tuttora, era che Dio non esisteva ma c’era solo il caso. Tutto nasceva dal caso. Mi fermai a riflettere e vidi che la cosa non mi convinceva. Lo splendore della natura e la complessità dell’uomo... frutto del caso? E se anche fosse, chi aveva
dato alla realtà caotica iniziale la capacità di diventare il mondo che vedo? Anche nell’ipotesi del caso, Dio spuntava fuori e questo fu il primo punto fermo: Dio c’è.
Secondo punto fermo: Gesù. Di nessun personaggio della storia antica c‘è una simile abbondanza e una coralità di testimonianze sulla Sua esistenza e sul Suo insegnamento. Ebbene Gesù affermava di essere il Figlio di Dio e di essere Lui stesso Dio. I casi sono due: o era un esaltato o era davvero ciò che diceva. Mi sembrò evidente che Gesù non fosse un esaltato. Più leggevo i Vangeli e più mi convincevo che Gesù fosse veramente il Figlio di Dio fatto uomo. Terzo punto fermo: la Chiesa. Come possono dodici uomini semplici, poveri, pieni di miserie, come gli apostoli di Gesù, sconvolgere il mondo intero? È evidente che c’è l’azione di Dio in loro. Davanti alle rovine di Hiroshima è chiaro che è esplosa una bomba atomica e così davanti all’esplosione della fede che continua da duemila anni, è impossibile negare che ci sia stato un intervento dello Spirito Santo.
Questi sono stati i tre punti da cui sono partito. Negli anni ho approfondito, pregato, riflettuto, ma questi punti restano come sostegno della mia fede”.
Su questo terzo punto viene spontanea anche un’altra considerazione maturata leggendo alcune pagine del Vangelo.
Gli apostoli si aspettavano un re, un conquistatore, uno che avrebbe liberato Israele dal giogo romano. Gesù infatti sembrava un eroe eccezionale, l’avevano visto fare miracoli di ogni genere: resuscitava i morti, moltiplicava pani e pesci, dava la vista ai ciechi, guariva ammalati e indemoniati. Era logico aspettarsi gloria e ricchezze. Ma un giorno il loro Maestro, come lo chiamavano, viene arrestato, processato, condannato ad una morte ignominiosa, viene crocifisso e muore.
C’è da impazzire! Cosa è successo? Perché non si è difeso?
Perché non ha compiuto un miracolo? (...) Perché?(...) Perché?
Tutte domande senza risposta, i sogni di gloria svaniscono e il morale va in pezzi. Avvilimento generale e totale. Tristezza. Paura.
Arriva la notizia: Gesù è risorto!
Lui va a trovarli, parla e mangia con loro. Allora non è un impostore. Ha detto la verità.
È davvero il Figlio di Dio!
Giunge la Pentecoste: scende sugli apostoli lo Spirito Santo. Di colpo queste persone semplici e umili si trasformano, cominciano a predicare, vanno in giro per il mondo, testimoniano, anche con la loro vita, quello che Cristo ha loro insegnato e ha detto di trasmettere: “ È necessario che il Vangelo sia proclamato a tutte le genti.” (Mc, 13, 10)
Undici uomini, dodici con Mattia, che nel frattempo, aveva preso il posto di Giuda ed era presente il giorno della Pentecoste, semplici, umili e timorosi, che muoiono tutti martiri tranne Giovanni e diventano i fondatori della Chiesa.
Fatto assolutamente assurdo, incomprensibile e, soprattutto, impossibile se si esclude un intervento divino, cioè la presenza e l’assistenza di un Padre buono, premuroso e misericordioso. Certi di questa continua assistenza, concludo con un inno alla bellezza del mondo e alla gioia dell’amore di Dio Padre e di Gesù, usando le parole che un grande artista italiano Domenico Modugno ha scritto nella canzone Meraviglioso:
“Ma come non ti accorgi/Di quanto il mondo sia / Meraviglioso
Meraviglioso/Perfino il tuo dolore/Potrà apparire poi/Meraviglioso
Ma guarda intorno a te/Che doni ti hanno fatto/Ti hanno inventato/Il mare
Meraviglioso/Il bene di una donna/Che ama solo te/Meraviglioso
La luce di un mattino/L’abbraccio di un amico/Il viso di un bambino/Meraviglioso
Tu dici non ho niente/Ti sembra niente il sole/ la vita/ l’amore?/ Meraviglioso”.
Questo è il mondo che Dio ci ha messo a disposizione e ci ha dato i Suoi consigli, confermati e completati da Gesù, per consentirci una vita degna di essere vissuta come suoi figli e cominciare a godere, già su questa terra, un po’ di quella beatitudine che ci attende in cielo.
Ora tocca a noi.
Gianfranco Vanzini
P.S. Sintesi tratta dal libro: Un Padre buono e premuroso, un Giudice misericordioso (pag. 138)
La Piazza Editore - di Gianfranco Vanzini e Simone Lombardi
Disponibile su Amazon – in copia cartacea o digitale kindle.












