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Progetto di legge aeroporti, al via la discussione in Regione. Il nodo risorse

In foto: l'aeroporto di Parma
l'aeroporto di Parma
di Redazione   
Tempo di lettura 6 min
Mar 14 Apr 2026 13:57 ~ ultimo agg. 14:07
Tempo di lettura 6 min

Al via in Assemblea legislativa la discussione sul progetto di legge della giunta regionale su aeroporti e mobilità. Il progetto di legge introduce una cornice organica di intervento sul settore e prevede uno stanziamento stabile di 4 milioni di euro all’anno, di cui 2 milioni per l’abolizione dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco (la cosiddetta council tax). La proposta della Giunta prevede, in particolare, di incrementare il flusso turistico degli aeroporti minori (ovvero quelli con un traffico inferiore a 700mila passeggeri all’anno). A tal fine viene data attuazione alle disposizioni della legge di Bilancio di previsione dello Stato per il 2026 che hanno stabilito la disapplicazione, a decorrere dal 1° gennaio 2026, della cosiddetta council tax negli aeroporti di Rimini, Forlì e Parma e di attivare interventi nel settore del trasporto delle merci in coerenza con gli obiettivi indicati dalla programmazione nazionale e regionale. Grazie a un emendamento nella legge di bilancio nazionale, la Regione ha infatti ottenuto la facoltà di eliminare l’imposta aeroportuale facendosi carico dei mancati introiti per i Comuni interessati.

Il progetto di legge avrà come punto di forza l’istituzione di una cabina di regia per avere una visione di sistema su scala regionale e garantire l’efficacia delle strategie di sviluppo infrastrutturale nei territori sede degli scali aeroportuali: Parma, Bologna, Forlì e Rimini. La cabina di regia sarà composta da Regione, Comuni sedi di aeroporti, Azienda di promozione turistica regionale, Unioncamere Emilia-Romagna, gestori aeroportuali, inoltre potrà essere integrata anche con la partecipazione dei rappresentanti di ministero dei Trasporti, Enac ed Enav (previo accordo con lo Stato), nonché con altri soggetti pubblici interessati. All’obiettivo di promuovere lo sviluppo degli aeroporti, si affianca quello di contribuire al miglioramento della qualità dell’aria e perseguire la crescita del trasporto ferroviario delle merci. A tal fine la Regione incentiverà l’avvio e la realizzazione di servizi di trasporto ferroviario intermodale, di trasporto fluviale e fluvio-marittimo e potrà concedere contributi nel limite massimo di 4milioni di euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2026, 2027 e 2028, di cui 2 milioni per l’abolizione della council tax, istituendo appositi capitoli di bilancio.

Il progetto è stato illustrato dai relatori di maggioranza, Andrea Massari (Pd), e di minoranza, Francesco Sassone (FdI). Per Massari “questo è un progetto di legge che da un lato fa crescere i piccoli aeroporti e dall’altro, insieme a Bologna, permette di creare un piano complessivo regionale. Che questo sia un bel progetto di legge lo dimostra come gli operatori economici del settore lo hanno accolto: molti hanno già variato le proprie attività accogliendo le opportunità offerte da queste norme”. Massari ha anche sottolineato l'importanza dell'intermodalità nei trasporti, potenziando quello su ferro. Diversa la posizione di Sassone che ricorda: “Manca completamente una visione complessiva, non ci viene detto come, quando e dove verranno fatti gli investimenti e perché l’applicazione della legge viene rinviata ad atti amministrativi di cui ora non siamo informati”. Sassone ha ricordato come il numero dei voli su Bologna non cali e di come sia necessario affrontare il tema degli aeroporti stagionali: ad esempio a Rimini ci possono essere molti più utenti in estate che nelle altre stagioni.

In attesa del voto definitivo, il progetto di legge è oggetto del dibattito tra le forze politiche che è stato aperto dagli interventi di Pietro Vignali (Forza Italia) e Giancarlo Tagliaferri (FdI).

Per Vignali “la cabina di regia è uno sforzo, se pur tardivo, di riconoscere i nostri aeroporti, ma non basta. Le risorse messe a disposizione annualmente, 4 milioni di euro, sono irrisorie se si considera che la metà dovrà essere destinata alla copertura dei mancati introiti della council tax. Non è possibile a queste condizioni avere un sistema attrattivo. Non si può ignorare la saturazione dello scalo di Bologna: il progetto di legge non affronta i limiti di sviluppo e rischia di alimentare concorrenza tra scali. Serve la partecipazione diretta delle società di gestione degli aeroporti, oltre alla modifica della legge urbanistica regionale per dare un futuro alla logistica”.

Tagliaferri ha evidenziato “la mancanza di una visione complessiva col rischio di avere interventi che si sommano ma non si integrano. Abbiamo quattro scali con potenzialità diverse, il porto di Ravenna e una rete ferroviaria che dovrebbe essere un asse modale ma mettere insieme tutto ciò richiede una visione. Occorre collegare la rete aeroportuale con quella ferroviaria e se ciò non avviene in modo strutturato si rischia che il sistema si muova male. Mancano anche strategia e responsabilità nell’utilizzo delle risorse pubbliche che deve essere trasparente e verificabile per misurare la qualità dell’azione pubblica”.

Prima di approdare in Assemblea, il progetto è stato discusso e votato nel corso delle commissioni Territorio e Politiche economiche: a favore si sono espressi i consiglieri dei gruppi di centrosinistra, mentre si sono astenuti i consiglieri di centrodestra. Per il centrosinistra si tratta di una proposta che rafforza l’intero sistema regionale, puntando sulla valorizzazione delle specificità di ogni singolo aeroporto, mentre per il centrodestra non sono chiare le modalità di applicazione della norma. Maggioranza e opposizione concordano sulla necessità di diversificare l’attività dei singoli scali per favorirne l’integrazione, tenendo conto delle specificità dei territori e della vocazione degli scali stessi. Le commissioni Territorio e Politiche economiche riunite congiuntamente hanno anche ascoltato le posizioni delle parti sociali interessate dal provvedimento: industriali, cooperative, sindacati confederali ed enti locali hanno espresso apprezzamento per il provvedimento, mentre Cna ha chiesto maggiore concertazione e sindacato di base Usb ha bocciato il progetto di legge perché ritenuto legato a un modello di sviluppo superato. Nell’incontro è stata condivisa la necessità di aumentare le risorse annuali stanziate al fine di concretizzare gli obiettivi contenuti nella proposta di legge.

 

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