Prendiamoli agli anziani. Molta resa, pochi rischi. La perequazione sulle pensioni
E’ bene riprendere dalla scorsa settimana, quando abbiamo preso atto della sostanziale differenza tra pensioni di carattere previdenziale (vedi articolo), quelle normalmente supportate da decenni di contributi versati, e quelle di carattere assistenziale, che hanno il fine specifico che il termine stesso indica, senza possibilità di errori.
Tutto questo per arrivare al nocciolo del problema : la perequazione. L’Ente previdenziale , spiega che “la perequazione è il meccanismo di rivalutazione dell’importo pensionistico legato all’inflazione, ossia all’aumento del costo della vita, come indicato dall’ISTAT”. Il calcolo della perequazione sulle pensioni, dovrebbe avvenire automaticamente all’inizio di ogni anno, al fine di permettere al pensionato, che non ha più contratti di lavoro dai quali può recuperare l’inflazione, di mantenere lo stesso tenore di vita nel tempo. Appare evidente, che un blocco o una riduzione della perequazione è un danno enorme, taglia drasticamente il valore reale delle pensioni, senza possibilità di recupero, proprio nel momento di maggiore necessità, quando si invecchia e si ha necessità di cure, assistenza, a volte ricoveri in strutture protette.
Visto che la pensione di tipo previdenziale è un diritto, basato e calcolato su decenni di contributi versati, la rivalutazione delle stessa dovrebbe essere intoccabile. Infatti, il pensionato ha affidato all’ente statale decenni di contributi, per garantirsi una vecchiaia serena. Raggiunta l’agognata pensione, dovrebbe essere almeno garantito il potere di acquisto della stessa nel tempo, del resto, ciò che ha versato nei decenni, come ogni capitale, se fosse in mano del pensionato si rivaluterebbe con gli interessi.
Di converso, un altro sport nazionale molto praticato da diverse legislature, è il blocco e la riduzione della perequazione. La differenza tra le passate legislature e l’attuale, è però sostanziale, infatti, negli anni precedenti l’inflazione era praticamente vicina allo zero, il blocco o la riduzione della perequazione incideva molto poco. Oggi, la riduzione della perequazione è un danno molto rilevante, alcuni calcoli indicano che una pensione netta di 2.000 euro, non certo da ricchi, presumibilmente insufficiente anche per la retta di una media casa di riposo, perderà in 10 anni, oltre 10.000 euro di valore netto reale, proprio quando il percettore avrà più bisogno di cure ed assistenza, mentre lo Stato, risparmierà svariati miliardi !
Penalizzare gli anziani : molta resa e pochi rischi .










