Posti al nido. Rimini in controtendenza al paese, la copertura arriva al 45%
Il servizio nido a Rimini arriva a dare risposta quasi ad un famiglia su due alla ricerca di un luogo di cura per i propri piccoli. Di fronte ad un sistema paese dove la copertura media (dati Istat) è del 35,5%, e molte strutture finanziate dal PNRR non riescono ad aprire per mancanza di personale educativo, il capoluogo riminese ha recuperato in buona parte il gap del passato: la copertura complessiva per i servizi 0–3 anni, è passato dal 27,66% nel 2018 al 42,11% del 2026. Con l’attivazione dei nuovi nidi finanziati dal PNRR, prevista per settembre, Rimini raggiungerà il 45%, arrivando, con quattro anni di anticipo, a rispondere all’obiettivo europeo fissato per il 2030. Rimini ha deciso, contestualmente, di intervenire anche sui criteri di accesso: la condizione lavorativa dei genitori è diventata un elemento centrale, grazie anche alla collaborazione con il Centro per l’Impiego, che permette di riconoscere le diverse forme di lavoro — dai contratti stagionali ai turni, fino alla ricerca attiva di occupazione — e di garantire un servizio per conciliare al meglio vita‑lavoro. In particolare negli ultimi 3 anni sono raddoppiati i posti dedicati ai lattanti, la fascia più delicata dei servizi educativi, quella che accoglie i bambini dai pochi mesi al primo anno di vita. Dai 23 posti disponibili nel 2024 si arriva oggi ai 46 assegnati per il prossimo anno educativo. Per quello che riguarda le scuole dell’infanzia 3–6 anni: la copertura potenziale sfiora il 90% dei bambini nati tra il 2021 e il 2023, garantendo continuità educativa e un accesso ampio alle famiglie.
"A Rimini - spiega l'amministrazione - i dati mostrano un’altra traiettoria rispetto all'Italia, frutto di scelte politiche chiare e calibrate, ascolto delle famiglie e del potenziamento dei servizi. Negli ultimi anni il Comune ha investito in modo sistematico nei servizi educativi 0–6, costruendo una rete che oggi rappresenta una delle esperienze con più crescita rispetto la media del Paese. In particolare, gli investimenti sono andati nelle fasce di età più critiche come il 0–3, con un lavoro mirato sul recupero e lo sviluppo delle sezioni lattanti, le più delicate e le più difficili da garantire"
"Mentre i dati ISTAT descrivono un’Italia ancora lontana dal garantire il diritto al nido, Rimini dimostra che un’altra politica è possibile - dichiara la vicesindaca Chiara Bellini, delegata alle Politiche educative -. Abbiamo scelto come Amministrazione di investire sull’infanzia, sulle famiglie e sulla qualità dei servizi, con particolare attenzione alle sezioni lattanti e ai criteri che favoriscono la conciliazione vita‑lavoro. Il raggiungimento anticipato del target europeo è un traguardo collettivo, frutto di una visione chiara e del lavoro quotidiano dei nostri servizi educativi".










