Persecuzioni e minacce di morte alla ex: scatta il giudizio immediato
Oltre milleseicento chiamate in pochi mesi, appostamenti, pedinamenti e pesantissime minacce di morte dirette anche ai familiari. Un vero e proprio incubo di persecuzioni e ossessione, interrotto dall'intervento da un'indagine dei carabinieri di Misano.
La vicenda vede coinvolte tre persone: il presunto mandante è l'ex marito della vittima, un uomo di 51 anni originario dell'Albania e residente all'epoca a Misano, accusato di aver coordinato la campagna di assillo ai danni della ex moglie, 34enne, anche lei albanese. Ad affiancarlo come braccio operativo, un 26enne nato a San Benedetto del Tronto, autore materiale di chiamate intimidatorie e blitz sul territorio.
La donna, costretta a cambiare vita e a nascondersi in un hotel del Riminese, è stata raggiunta persino nella hall della struttura ricettiva, tra incursioni fisiche e messaggi d'odio inviati sui social. Di fronte all'evidenza delle prove raccolte, il pm Luca Bertuzzi ha richiesto il giudizio immediato. L'istanza è stata accolta dal gip di Rimini, Alessandro Capodimonte, che ha disposto il processo per il reato di atti persecutori in concorso, fissando la prima udienza il prossimo 17 dicembre.










