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Espansione incontrollata

PD contro la speculazione negli affitti brevi: ok linea UE, abitare è un diritto

In foto: Claudia Corsini
Claudia Corsini
di
Redazione
   
Tempo di lettura 4 min
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Il Partito Democratico riminese guarda alla nuova cornice del Piano Casa Europeo come occasione per porre un argine alla speculazione immobiliare e in particolare all’espansione incontrollata degli affitti brevi. Claudia Corsini, delegata alla Casa per il Partito Democratico provinciale, rivendica la centralità della battaglia politica per la residenzialità. “L’Europa oggi dice a chiare lettere ciò che come Partito Democratico sosteniamo da tempo: la casa è un diritto fondamentale e un bene comune, non una merce da abbandonare alla logica del massimo profitto. Mettere un freno all’espansione incontrollata degli affitti brevi significa restituire un futuro e una prospettiva alle famiglie, ai giovani, agli studenti e ai lavoratori che scelgono di vivere e produrre valore nella nostra città. Su questo fronte, la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Rimini si sono già mossi per primi con coraggio e visione, dimostrando nei fatti che governare i processi e tutelare il tessuto urbano è una scelta politica possibile oltre che doverosa.” A livello regionale infatti è stata approvata, nonostante la contrarietà del centrodestra e un ricorso sulla costituzionalità del provvedimento, la legge proprio sugli affitti brevi. Un'occasione che Rimini ha subito colto imponendo l’obbligo del titolo edilizio per il cambio di destinazione d’uso verso la ‘locazione breve’, azionando una leva urbanistica per arrestare la trasformazione automatica del patrimonio residenziale. A questo si aggiunge il lavoro sul fronte della legalità e della tracciabilità con l’integrazione tra il Codice Identificativo Nazionale e il sistema regionale ROSS1000 per il monitoraggio reale dei flussi. La sinergia tra Regione e Comune punta poi a rafforzare le garanzie sul canone concordato e le risorse per l’Edilizia residenziale pubblica, con l’obiettivo di riattivare gli alloggi sfitti. “Mentre il Governo nazionale continua a stare a guardare lasciando i Comuni da soli di fronte all’emergenza abitativa, l’Emilia-Romagna e Rimini stanno tracciando la strada,” conclude Corsini. “Le nuove regole europee basate sul rapporto tra prezzi degli immobili e redditi reali dei residenti ci offriranno uno scudo legale ancora più solido per proteggere le nostre comunità. Come Partito Democratico continueremo a batterci con forza affinché l’accoglienza turistica rimanga un motore di ricchezza per il territorio, senza mai più compromettere la qualità della vita e la vivibilità dei nostri quartieri.
Una posizione condivisa anche da Giuliano Zamagni, consigliere comunale e provinciale del Partito Democratico. “Il freno a speculazioni sulle locazioni brevi - spiega - è una leva importante sulla quale agire, non dimenticando le altre note dolenti della dimensione abitativa, soprattutto per le famiglie più giovani: quanto incide – oggi – il costo della casa rispetto a quanto si guadagna. Il criterio scelto dall'Europa è molto chiaro su questo punto, perché non guarda al prezzo in sé ma al rapporto con il reddito reale di chi in quell'area ci abita. Otto annualità di reddito per comprare casa, tradotto nella realtà della vita di un giovane lavoratore, significano sacrifici enormi senza la concreta possibilità di programmare: non l'acquisto, non un affitto stabile, non la nascita di un figlio. È questa la condizione che l'Europa qualifica come stress abitativo”. “Calato in maniera concreta nel nostro territorio - aggiunge -, questo diventa un problema di equità sociale e di funzionamento della città. Ogni anno incontro insegnanti che rinunciano alla nomina perché non trovano un alloggio compatibile con lo stipendio, e operatori sanitari e sociali nella stessa condizione. Una città che vive di ospitalità non può permettersi di non riuscire ad accogliere chi desidera sceglierla come luogo della propria vita e della propria attività, contribuendo in maniera significativa a farla vivere e crescere. E ci sono ricadute dirette sulla vita dei plessi scolastici: famiglie che possono restare significano bambini che frequentano, e scuole che restano vive come presidi educativi di prossimità. Le scuole di domani si costruiscono – anche – con le scelte abitative di oggi” prosegue Zamagni, che richiama infine il fronte della legalità: “Un mercato opaco penalizza per primi i proprietari corretti, perché li mette in concorrenza con chi non dichiara. Distinguere chi integra il reddito da chi gestisce decine di unità come impresa sommersa non è solo una questione abitativa in senso stretto, ma anche di chiarezza e giustizia fiscale”.

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