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Doppio addio

Terremoto nella Lega. I consiglieri Marchei e Pari lasciano il Carroccio

In foto: i consiglieri Pari e Marchei
i consiglieri Pari e Marchei
di
Redazione
   
Tempo di lettura 4 min
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Si assottiglia il gruppo della Lega in consiglio comunale a Rimini. All'addio ormai di lungo corso di Luca De Sio, si aggiungono nell'arco di una sola giornata quelli dei consiglieri Loreno Marchei e Andrea Pari. Tra i banchi del Carroccio per quest'ultimo scampolo di legislatura restano solo il capogruppo Matteo Zoccarato e l'ex candidato sindaco Enzo Ceccarelli. Dietro alla scelta dei due consiglieri uscenti ci sono alcune divergenze con la linea nazionale e locale del partito. La goccia a far traboccare il vaso è stata recente approvazione da parte del Veneto del presidente Zaia della legge sul fine vita. "Da tempo non condivido diverse scelte e dinamiche, nazionali e locali, di un partito che ho iniziato a votare sin dal 1992, in cui ho militato per anni, e che ho avuto la possibilità e l'onore di rappresentare da eletto - sono le parole di Loreno Marchei -. Sino ad ora ho soprasseduto dal rendere tale disagio prevalente rispetto al buon rapporto ed al proficuo lavoro svolto con i colleghi consiglieri del gruppo, ma ora la distanza, anche a fronte di quanto da ultimo accaduto in Veneto sull'eutanasia, non mi permette più di rimanere silente rispetto all'ennesima condotta contraddittoria, contraria ai miei principi, e che tradisce quanto promesso agli elettori". Marchei promette comunque il massimo impegno fino al termine del mandato che, per lui e Pari, proseguirà nel Gruppo Misto. "Continuerò ad impegnarmi per gli interessi dei concittadini e del nostro territorio, ed a collaborare perchè il centrodestra riminese possa costruire un'alternativa seria, competente e credibile alla sinistra" conclude l'ormai ex leghista. 

Sulla stessa linea Andrea Pari che, pur manifestando il proprio dispiacere per le persone con cui "ho condiviso battaglie politiche, alcuni dei quali posso oggi chiamare amici", spiega che "la mia coscienza, però, non mi permette più di rimanere in un partito nel quale, negli ultimi anni, ho visto una crescente debolezza culturale e, di conseguenza, la mancanza di una linea politica chiara su temi per me fondamentali. Quanto accaduto in Veneto sul suicidio medicalmente assistito ha rappresentato un punto di rottura". "Non mi ha stupito che la maggioranza di centrosinistra dell’Emilia-Romagna abbia proposto e spinto per una legge sul suicidio assistito - prosegue -. È una posizione che appartiene da sempre al loro DNA politico. Mi ha stupito, per usare un eufemismo, che proprio il Veneto, bastione storico della cultura leghista, abbia imboccato questa strada, imprimendo peraltro una forte accelerazione e arrivando all’approvazione, attraverso emendamenti, di un progetto di legge di iniziativa popolare. Non credo che un tema così delicato possa essere affrontato soltanto attraverso la lente del consenso. Una scelta di questo genere non produce soltanto conseguenze giuridiche e organizzative: produce inevitabilmente anche conseguenze culturali. Il rischio è quello di contribuire a far percepire il suicidio come un’opzione tra le altre di fronte alla sofferenza e alla fragilità. Una scelta che, seppure in qualche modo avversata dal segretario federale, è stata sostenuta e applaudita da molti, forse troppi, esponenti del partito". Pari ne fa quindi una questione di "identità politica e culturale" perchè "un partito deve essere capace di dire con chiarezza quali valori intende rappresentare, soprattutto quando sono in gioco temi che riguardano la vita, la sofferenza, la fragilità e il valore della persona". Qualche scricchiolio c'era comunque stato anche a livello locale dove, precisa l'ex consigliere del Carroccio, "i rapporti non sono sempre stati idilliaci e sarebbe poco serio negare che in questi anni vi siano state divergenze, sia nel merito di alcune scelte sia nel metodo. Ma non è questo il motivo della mia fuoriuscita dalla Lega. La mia scelta nasce da una distanza politica e culturale che considero ormai troppo profonda." Come Marchei, anche Pari promette comunque il massimo impegno negli ultimi mesi di legislatura. 

Una situazione non semplice per il Carroccio in vista delle amministrative della primavera del 2027. Proprio nelle prossime settimane dovrebbero infatti tornare ad intensificarsi i tavoli di confronto nel centro destra chiamato a scegliere il prossimo candidato sindaco.

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