Il messaggio del Papa: Onestà, gratuità, benevolenza cari a questa terra
Ore 20: Un tramonto speciale chiude una giornata storica, ricca di emozioni uniche, con stimoli su cui Rimini, la sua gente, la sua chiesa avranno tanto da meditare, confrontarsi. Grazie Papa Leone!
Durante l'Omelia, Papa Leone si è rivolto direttamente alla terra che lo ha accolto: "Questi valori di onestà, di gratuità, di benevolenza, sono notoriamente cari alla gente di Romagna, schietta e di indole gioviale, laboriosa e solidale. Ne sono testimoni i numerosi esempi di santi e beati che qui hanno avuto i loro natali, esercitando la carità e vivendo il Vangelo, a volte fino al martirio. Lo attesta pure l’impegno che tuttora ferve nelle varie realtà ecclesiali, nelle parrocchie, nelle famiglie, nell’Azione Cattolica, nei diversi movimenti e associazioni, nelle opere di assistenza e di formazione cristiana. È certamente anche per questa ricchezza, oltre che per le bellezze naturali e artistiche della costa Adriatica e dell’entroterra, che tantissime persone, da molte parti d’Italia e del mondo, si recano qui, ogni anno, per le loro vacanze".
Ha poi aggiunto: "Il mondo in cui viviamo offre tante forme di svago, alcune delle quali, però, portano piuttosto alla dispersione e alla rovina che non a un vero “tornare in sé”, e lasciano il vuoto nel cuore. C’è chi le chiama “evasione”, come se la vita ordinaria fosse una prigione da cui fuggire. Ma noi sappiamo che il luogo più vero in cui trovare ristoro, in cui incontrare Dio per incontrarci davvero tra noi, non è fuori, nel caos, ma dentro di noi, nel profondo dell’anima. Come comunità cristiana siamo dunque chiamati in modo speciale a coltivare tale esperienza e a trasmetterla, nell’apertura e nell’ospitalità personale e delle strutture, nella cura e nel raccoglimento delle chiese, nella predisposizione all’aiuto e alla carità. E questo sia nei confronti di chi cerca un meritato tempo di riposo dopo un anno di lavoro, sia verso chi, ferito nel corpo e nello spirito, chiede rifugio, cibo e assistenza lontano dalla propria terra".
18.30 Comincia la messa celebrata da Papa Leone XIV nel palco allestito in piazzale Boscovich, sul porto canale di Rimini
Dopo il discorso, Papa Leone è passato a salutare uno per uno le persone fragili in Duomo, mentre sotto si sentivano le note del Coro ecumenico della Diocesi e il Coro internazionale San Nicola, nato quattordici anni fa e formato da cantori italiani, ucraini e russi. Nella cappella che custodisce la reliquia di San Nicola il coro ha proposto "Vjeruju - Credo", un canto della tradizione bizantino-slava. Il brano sarà affidato alla voce solista di padre Dimitri, sacerdote dalla voce particolarmente intensa e poderosa, mentre il coro ripeterà il testo come una litania.
Papa Leone, in Duomo ha ricordato come "il Signore Gesù, quando incontrava persone malate, o con disabilità, o povere, le accoglieva e le metteva al centro, per guarirle, per restituire loro una vita secondo la loro dignità. Così mostrava a tutti i segni dell’amore di Dio, della sua infinita misericordia. E poi queste persone, guarite e risollevate da Gesù, spesso lo seguivano ed entravano a far parte della comunità dei discepoli". Poi ha aggiunto: "Così dobbiamo fare anche noi: lasciarci guarire da Gesù, lasciarci perdonare, convertire, e poi camminare insieme nella sua Chiesa, la comunità che Lui ha formato per portare a tutti il Vangelo della sua vittoria sul peccato e sulla morte".
17.30: Papa Leone XIV è arrivato in Duomo per l'incontro con le persone fragili. Qui è stato accolto dal Vescovo di Rimini S.E. Nicolò Anslemi. "La nostra diocesi è animata spiritualmente dalla presenza di due giovani beatificati negli ultimi anni, Sandra Sabattini e Alberto Marvelli da lei recentemente ricordato in altre occasioni; è molto viva in diocesi la testimonianza del Servo di Dio don Oreste Benzi, sacerdote riminese, fondatore della comunità Papa Giovanni XXIII, di cui abbiamo festeggiato lo scorso anno i 100 anni della nascita". - ha detto in apertura del suo discorso.
"Intorno a lei ci sono fratelli e sorelle che stanno attraversando un periodo impegnativo della loro vita, una salita ripida del pellegrinaggio: malati, disabili, persone che stanno facendo un percorso di liberazione dalle dipendenze, fratelli e sorelle che in carcere si stanno preparando a rientrare presto nella società, amici e amiche in difficoltà economiche, spirituali, psicologiche; siamo qui insieme ai loro familiari e a chi è loro particolarmente vicino: amici, personale medico, infermieri, operatori socio sanitari, educatori. Altre persone fragili ci aspettano al porto per la S.Messa. Per questo importante incontro abbiamo scelto un luogo bello, elegante e artisticamente prestigioso della nostra città; lungo la strada ha potuto vedere disegni fatti da ragazzi, centrini ricamati preparati da adulti e anziani; è qui con noi un’orchestra giovanile meravigliosa e un coro ecumenico". Ha poi continuato
17.20: Una grande folla ha accolto il Papa al suo arrivo a Rimini
17.00: dopo un lungo momento dedicato ai saluti sia istituzionali che verso le tante persone presenti, Papa Leone è partito dalla Fiera di Rimini per spostarsi verso il Duomo di Rimini, dove si svolgerà l'incontro con le persone fragili. Prima ci sarà il passaggio all'Arco d'Augusto
16.30: In chiusura arriva l'appello a essere una chiesa più unita: "Ebbene, carissimi, proprio nel travaglio del cambiamento d’epoca, in questo mondo lacerato da molteplici crisi, possiamo riscoprire «il “gusto spirituale” di essere Popolo di Dio, riunito da ogni tribù, lingua, popolo e nazione, che vive in contesti e culture diverse […] ancora pellegrinante nel tempo e già in comunione con la Chiesa del cielo». In questi ultimi anni, abbiamo riscoperto la dimensione sinodale e missionaria del nostro essere Chiesa, che ci chiama anzitutto a imparare ad ascoltarci a vicenda. Il dono dell’ascolto è qualcosa che, penso, tutti riconosciamo, ma che spesso si è perso in alcuni settori della Chiesa".
16.25: Tanti gli appelli ai giovani che Papa Leone fa nel suo discorso al Meeting: "Non ci sia soltanto chi soffia sul fuoco della stanchezza e della disperazione; ci sia anche chi riaccende sogni e visioni! Le due strade sono incompatibili, perché una sfrutta la divisione, l’alienazione e la disperazione, l’altra serve il Regno di Dio e la sua giustizia.
Cari giovani, siete tanti qui, parecchi come volontari. Siete segno che il futuro è una promessa, non una minaccia! Molti non lo credono più, sia fra gli adulti, sia fra i giovani. Silenziosamente, però, «l’amor che move il sole e l’altre stelle» sospinge ancora alla speranza".
Nel suo discorso Papa Leone chiama tutti a sentirsi responsabili, a partecipare alla realtà, a credere nel futuro.
"La realtà soffoca nei nostri calcoli e respira nella gratuità di Dio. Non a caso i miei Predecessori – San Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco – hanno tutti indicato la misericordia divina come punto di impatto tra il Vangelo e le “cose nuove” di quest’epoca drammatica e meravigliosa. Seguire Gesù Cristo dopo le tragedie e le ripartenze del XX secolo implica, infatti, una lucida consapevolezza: il male non si combatte col male. Come in cielo, così in terra l’amore è la legge della vita, il metodo della redenzione, del Messia crocifisso. Al falso realismo, che riarma le menti, le parole e le nazioni, la cultura cattolica ha oggi da opporre il realismo della misericordia, per il quale non possono esistere nemici e tutti, anche gli avversari, sono fratelli e sorelle da guardare negli occhi e incontrare nella verità. Il peccato esiste, certo, ma più forte è l’amore redentore di Cristo, che ci impegna a purificare pensieri, interessi, abitudini, frequentazioni, progetti, investimenti – ogni aspetto della vita – da tutto ciò che la cultura della potenza ha inquinato".
16.10: Papa Leone XIV tiene il suo discorso al Meeting: "Anche oggi la pace è custodita e diffusa da persone che amano incontrarsi e non temono di confrontarsi. Papa Francesco con l’Enciclica Fratelli tutti ci ha insegnato a coltivare l’amicizia sociale, che rappresenta il volto pubblico, dinamico e concreto della fraternità" - ha detto a una vasta platea silenziosa.
"Sì, cari amici, è l’ora della responsabilità, specialmente per chi molto ha ricevuto da una millenaria tradizione di fede che si fa cultura. Le diverse edizioni del “Meeting”, in effetti, hanno saputo attingere al grande patrimonio del passato le ragioni che vi impegnano oggi nel confronto con l’arte, la musica, la letteratura, la scienza, l’economia e con ogni espressione dell’animo umano. Anche il titolo scelto per questa edizione, tratto dall’ultimo verso della Divina Commedia, ci sospinge verso la storia di cui Dio è Signore. «L’amor che move il sole e l’altre stelle» non è scomparso, non ha perso vigore, né intensità, sebbene sia un amore che rimane volentieri silenzioso, a differenza delle forze rumorose che sconvolgono la terra, il cielo e tutte le creature".
16.00: nell'Auditorium grande del Meeting di Rimini Papa Leone XIV è stato accolto dal discorso del Presidente del Meeting Bernhard Scholz.
"Fin dalle sue origini - ha detto Scholz - il Meeting per l’amicizia tra i popoli ha voluto essere un luogo di incontro e di dialogo, spazio espressivo di quell’umanità, per sua natura spalancata sulla realtà in tutte le sue dimensioni, e, allo stesso tempo, sempre in attesa del proprio compimento.
La passione per il destino di ogni singolo uomo, che don Luigi Giussani ci ha trasmesso, ci sprona a scoprire come l’avvenimento cristiano colga l’ardore di questa attesa nelle diverse circostanze della vita, qualsiasi esse siano, e faccia fiorire la capacità di accorgerci e di valorizzare ogni esperienza di bene, ogni attrattiva del bello, ogni ricerca del vero.
"Santità, fin dall'inizio del Suo pontificato, e in modo particolare nella Sua enciclica “Magnifica humanitas”, Lei ci invita ad impegnarci nella costruzione di quella città fraterna che trova in Gerusalemme il suo grande ideale. La voglio assicurare che desideriamo contribuire con tutto noi stessi alla costruzione di questa città e seguire il Suo incessante invito a “custodire l’umano” in questo cambiamento d’epoca. Siamo consapevoli che questo è il presente della nostra vocazione che ci chiama, davanti a un futuro pieno di incognite, a rinnovare ogni giorno il nostro impegno responsabile e creativo e, soprattutto, la nostra fiducia nell’Amore che tutto muove e tutto compie.
Santità, consapevoli che il Meeting è un grande dono a noi affidato, ci affidiamo a Lei".
15.40: arrivato al villaggio dei giovani, davanti a un bagno di folla con cori da stadio, il Papa, emozionato, si è rivolto ai giovani.
"Grazie per essere qui - ha detto - grazie per questa accoglienza e per questo entusiasmo che è segno dello spirito. Anni fa San Giovanni Paolo secondo disse: se il mondo di oggi ha bisogno di qualcosa è la comunione. Ancora oggi possiamo ripetere le stesse parole. e se ci sarà comunione nel mondo sarà per voi giovani che sapete costruire la comunione con l'amicizia, sapete rispettare gli uni gli altri per costruire la pace e il mondo ha bisogno di voi per costruire la pace. Dio vi benedica tutti".
15.08: accolto da una folla festante nei corridoi e nelle sale del Meeting, il Papa visita la mostra dedicata a Sant'Agostino e alla Mostra su Leon Harmel. La prima è “Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova – Agostino di Ippona”, allestita nel padiglione C2 e dedicata alla figura e all’esperienza umana e spirituale del santo vescovo d’Ippona. L’altra è “Léon Harmel, la profezia di un’impresa”, nel padiglione C1, che racconta uno dei precursori della dottrina sociale della Chiesa.
14.55: l'elicottero con Papa Leone XIV è atterrato alla Fiera di Rimini
14.50 Dopo la visita privata a Pennabilli alla comunità del Monastero Sant'Antonio da Padova delle Monache Agostiniane a Pennabilli, Papa Leone XIV è ora atteso al meeting di Rimini
Tutta la visita è in diretta su icaroplay.it










