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la cerimonia al Lavatoio

Paolo Nori cittadino di Santarcangelo: "d'ora in poi sia emiliano che romagnolo"

In foto: Paolo Nori con il sindaco Sacchetti
Paolo Nori con il sindaco Sacchetti
di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Sab 1 Nov 2025 12:39 ~ ultimo agg. 12:48
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Paolo Nori è cittadino onorario di Santarcangelo. Il conferimento allo scrittore emiliano è avvenuto venerdì 31 ottobre al teatro Lavatoio. La serata si è aperta con la proiezione di un video con protagonista Raffaello Baldini intento a leggere le sue poesie: proprio a Baldini, infatti, è dedicato il libro “Chiudo la porta e urlo”, con cui Paolo Nori ha raggiunto la cinquina finale del Premio Strega 2025. A seguire la poetessa Annalisa Teodorani, sindaca di Santarcangelo Città della Poesia, ha letto alcuni dei suoi componimenti in rappresentanza del movimento dei poeti contemporanei eredi della tradizione del Circolo del Giudizio formato dallo stesso Baldini e da Pedretti, Fucci, Guerra, Nicolini e Rocchi.

E' stato poi il sindaco Filippo Sacchetti a pronunciare il discorso in cui si motiva la consegna della prestigiosa onorificenza, ricevuta in passato anche da Tullio De Mauro, Patrick Zaki e Liliana Segre. Durante la consegna Paolo Nori ha raccontato il suo legame con Raffaello Baldini e gli altri poeti santarcangiolesi e si è detto commosso e onorato per il riconoscimento, scherzando sulla contraddizione che d’ora in poi lo porterà ad essere allo stesso tempo sia emiliano che romagnolo. Lo scrittore ha ricordato il suo primo incontro con Baldini al Festivaletteratura di Mantova, nel 2000, con l’ascolto della poesia “Luglio” letta dallo stesso autore, e ha letto “In due”, componimento dello stesso Baldini con cui lo scrittore emiliano è solito concludere anche il suo più recente monologo su Dostoevskij, in virtù di quel legame profondo tra gli autori russi e i poeti santarcangiolesi che Nori ha più volte sottolineato.

Uno stralcio dell'intervento del sindaco: "Paolo Nori è emiliano, non conosce il dialetto santarcangiolese, ma parla la lingua di sua nonna Carmela, il
parmigiano, ed è in quella lingua che sente di avere le radici. Sono quelle radici che alimentano il rapporto con la lingua di Paolo Nori, da cui nascono la sua ricerca e i suoi romanzi. Il suo costante lavoro sulla letteratura diventa un lavoro sulla materia di cui è fatta la letteratura: la lingua, che, per Nori, deve essere viva, parlata, quotidiana, deve saper restituire corposità al racconto, proprio come fa il dialetto, che restituisce il legame tra le parole e gli oggetti. Baldini, co-protagonista di “Chiudo la porta e urlo”, sceglie il dialetto perché “ci sono situazioni, persone, paesaggi, storie, che succedono in dialetto”. In italiano, sostiene Baldini, vengono prima le parole delle cose, in dialetto vengono le cose prima delle parole. Raccontare in italiano vorrebbe dire tradurle e perdere spontaneità".

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