Operazione Aristotele, arresti a Cesenatico e S. Clemente. La dedica a Giorgioni


Le indagini sul giro di usura erano già cominciate da circa un mese, quando Liboni aveva ucciso il militare. I suoi colleghi avevano comunque continuato l’indagine, a fianco delle ricerche del ‘Lupo’ che aveva tenuto in scacco l’Italia per più settimane prima dello scontro a fuoco di Roma, per lui fatale.
Il risultato finale dell’operazione “Aristotele” é arrivato dopo almeno 600 ore di appostamenti e migliaia di intercettazioni telefoniche.
Uno dei sette arrestati, un quarantacinquenne di bagno di Romagna, ma residente a Sant’Agata Feltria, era finito agli arresti domiciliari al termine della prima parte dell’operazione
lo scorso ottobre.
Ma aveva continuato la sua attività illecita ed é finito in carcere. Gli altri arresti sono
stati effettuati a Pieve Santo Stefano (Arezzo), Città di Castello (Perugia), uno vicino a Cesenatico e due a San Clemente. Si tratta di persone residenti in Toscana, Umbria, Romagna e Marche, ma con interessi economici nella zona del Montefeltro e lungo la riviera romagnola.
Nel gruppo figurano alcuni elementi di spicco, pluripregiudicati, tra i quali un siciliano considerato molto pericoloso ed esperto. Gli altri sono imprenditori e
commercianti.
Dagli interrogatori ancora in corso potrebbero emergere ulteriori elementi a carico dei circa 15 denunciati a piede libero, la cui posizione potrebbe aggravarsi. Il gip Daniele Barberini dovrebbe sentire gli arrestati nel giro di pochissimi giorni.