Indietro
menu
Assessora Francesca Mattei

Neet: quasi 1 giovane su 5 non studia né lavora. Rimini va meglio in regione

In foto: Francesca Mattei
Francesca Mattei
di
Redazione
   
Tempo di lettura 3 min
Tempo di lettura 3 min

NEET è l’acronimo inglese di Not in Education, Employement or Training. In altre parole, quando si parla di NEET ci si riferisce a quella fetta di giovani (15-29 anni) che non studiano, non frequentano corsi di formazione e non lavorano. I dati per la regione Emilia-Romagna, diffusi solo per i comuni con più di 5.000 abitanti, mostrano la percentuale di iscritti in anagrafe di 15-29 anni iscritti in anagrafe che non hanno un’occupazione regolare ad ottobre e non seguono un percorso di studio.

Rimini è tra le sole 8 città d’Italia (3 della Romagna) con una percentuale di Neet inferiore al 18 per cento, dunque nella top ten nazionale. Insieme a Rimini, Belluno, Pesaro, Siena, Forlì, Prato, Aosta e Ravenna. Questi dati chiaramente risentono del limite legato all’anno di aggiornamento (2019), l’ultimo prima dell’emergenza Covid.

I dati in regione:

Rimini 

Neet: 17,3% nel 2019 

Bologna  

Neet: 21,1% nel 2019 

Ravenna 

Neet: 17,9% nel 2019 

Forlì

Neet: 16,0% nel 201 

Ferrara 

Neet: 18,7% nel 2019 

Modena 

Neet: 18,6% nel 2019 

Parma 

Neet: 19,1% nel 2019 

Reggio-Emilia 

Neet: 19,3% nel 2019 

Piacenza 

Neet: 19,4% nel 2019   

Sul tema è intervenuta l’Assessora alle Politiche giovanili Francesca Mattei.

“Quelli elaborati da Open Polis relativamente alla percentuale di Neet nei Comuni sottolineano innanzitutto una buona performance dell’area della Romagna, che risulta un territorio con un tasso di giovani che non lavorano e non studiano più basso sia rispetto agli altri territori del Paese. Questa fotografia numerica, ovviamente, riguarda anche Rimini e ci parla di una città che riesce ad essere stimolante per le giovani generazioni, un tema intorno al quale, come amministrazione, stiamo investendo molto.

Oltre ai finanziamenti intercettati sul PNRR per la realizzazione e la riqualificazione delle scuole, vanno citati alcuni altri recenti progetti, dall’entità economica più contenuta, che si collocano però sulla stessa direttrice: penso ad esempio al servizio CoRNer, un servizio informativo, in modalità sia sportello che ‘on the road’ con il quale informiamo i cittadini Under 30 sulle opportunità attive nel territorio per quanto concerne il lavoro, la formazione, il tempo libero, gli eventi.

Oltre a un apposito ufficio attivo un giorno a settimana nel cortile della Biblioteca Gambalunga, ci saranno operatrici e operatori che saranno nei diversi luoghi della città proprio per entrare in contatto con quanti più giovani possibili, a cominciare da coloro che probabilmente, di lor spontanea volontà, non si recherebbe presso uno sportello. E ancora penso all’iniziativa ‘La musica che gira intorno’ per far conoscere sempre all’utenza giovanile le nuove occasioni occupazionali che ruotano intorno all’universo della musica e degli eventi, con un riferimento anche alle nuove professioni legate all’ascesa del digitale e delle tecnologie nel campo delle ‘note’. Senza dimenticare i Centri giovani che rappresentano dei luoghi di aggregazione, socialità e incontro su cui credo molto in termini di potenziale attrattivo, grazie anche alle iniziative di educativa di strada che vede gli educatori andare direttamente negli spazi informali dove i ragazzi si ritrovano spontaneamente, come parchi, piazze e centri commerciali.

Questo approccio educativo prevede che siano gli educatori a rivolgersi ai ragazzi (e non i ragazzi a recarsi presso i servizi giovanili). Tutto questo ovviamente si coniuga con una città dinamica in continua evoluzione. Guardiamo al Parco del Mare, con le sue infrastrutture aggregative e sportive a cielo aperto e tanto altro. Tutto questo lo dico non per attestarci chissà quale medaglia, ma per far capire quanto ci stiamo muovendo per rendere Rimini un polo sempre più accogliente e interessante per i ragazzi sul piano del divertimento, del lavoro, degli studi, dello sport, osservando anche le best practice internazionali. In poche parole: Rimini è una città viva”.

Altre notizie