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violenza causata dall'alcol

Minacce di morte e botte al marito, moglie condannata

In foto: L’ingresso dell’aula Falcone Borsellino
L’ingresso dell’aula Falcone Borsellino
di
Lamberto Abbati
   
Tempo di lettura 2 min
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Per un uomo di 54 anni la convivenza con la moglie cinquantenne si era trasformata in un inferno a causa del continuo abuso di alcolici da parte della donna. Le aggressioni verbali e fisiche avevano reso la quotidianità familiare insostenibile. Le tensioni della coppia si sono acuite in modo drammatico durante il lockdown del 2020, quando la costrizione della convivenza forzata ha innescato una grave escalation di violenza.

Nell'aprile di quell'anno la donna, in stato di ubriachezza, si era scagliata contro il coniuge, costringendolo a barricarsi in camera da letto con la figlia di appena 10 anni e a richiedere l'intervento urgente delle forze dell'ordine. Nonostante l'arrivo della polizia, le aggressioni e le minacce di morte sono proseguite nel tempo, accompagnate da insulti e recriminazioni economiche. Arrivato allo stremo delle forze e per tutelare la figlia, l'uomo ha infine denunciato la consorte.

Nel corso del processo, il pubblico ministero Davide Ercolani ha chiesto una condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione. Per l'avvocata Lucia Varliero, invece, la sua assistita andava assolta. La legale ha sostenuto che quei contrasti fossero stati amplificati dalle restrizioni della pandemia. I giudici del Collegio hanno concesso sì le attenuanti generiche all'imputata, condannandola però a 2 anni con la sospensione della pena.

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