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Sanità in Emilia Romagna

Liste d'attesa, la performance migliora ma resta tanta strada da fare

In foto: repertorio
repertorio
di
Andrea Polazzi
   
Tempo di lettura 2 min
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Le liste d’attesa restano un nodo critico della sanità dell’Emilia Romagna, nonostante i miglioramenti rilevati nei primi nove mesi del 2026. E’ quanto emerge dall’ultimo bollettino pubblicato da Agenas. 
A livello nazionale crescono le prenotazioni, passando dai 19,7 milioni dei primi nove mesi del 2025 a 21,8milioni. Nel dettaglio, si tratta di 12,3 milioni di prime visite (+8,3%) e 9,5 milioni di esami diagnostici (+13,3%). Complessivamente, la percentuale di rispetto dei tempi di attesa migliora sia per le prime visite, arrivando al 78,6%, sia per gli esami, 85%. Più delle percentuali però, impressionano i volumi: ad esempio per 9,6 milioni di persone che hanno potuto effettuare la prima visita nei tempi previsti ce ne sono però 2,7 milioni che hanno dovuto attendere più del dovuto (qualcuna molto di più).

dettaglio prime visite per Regione

In Emilia Romagna, nonostante performance in miglioramento rispetto al 2025, il rispetto dei tempi massimi per le prime visite risulta inferiore al dato nazionale attestandosi al 76,3% (15esima in Italia). Le cose vanno un po’ meglio per gli esami diagnostici dove il rispetto sale all’87% (11esima nel Paese). 

dettaglio esami diagnostici per Regione

E’ bene ricordare che “prime visite” ed esami diagnostici non sono tutti uguali: ci sono le prestazioni «Urgenti», da erogare entro tre giorni, quelle a «Breve», che devono essere garantite entro dieci giorni, quelle in classe D, da garantire entro 30 giorni e, infine quelle programmabili entro 120 giorni. 

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