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Nel mirino il ruolo unico

Medicina generale in sciopero. Pesaresi (Snami): ci usano come tappabuchi

In foto: medici in sciopero
medici in sciopero
di
Redazione
   
Tempo di lettura 3 min
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Disagi nella sanità territoriale per i due giorni di sciopero (15 e 16 settembre) indetti dai medici di medicina generale aderenti a SMI e SNAMI. Nel mirino, la riforma della sanità accusata di snaturare il rapporto fiduciario con il paziente e di penalizzare le nuove generazioni. 

https://www.icaroplay.it/programmi/medici-in-sciopero-pesaresi-snami-ci-usano-come-tappabuchi/

A questo link l'intervista integrale a Pietro Pesaresi ospite di Tempo Reale:

https://www.icaroplay.it/programmi/informazione/tempo-reale-stagione-2024-2025/tempo-reale-15-settembre-medici-in-sciopero-per-due-giorni-il-ritorno-sui-banchi-martedi-15-settembre-2026/

Il lavoro di medico di medicina generale ormai "non è più attrattivo per i giovani" e "la causa è l'istituzione del ruolo unico. Chi accetta il nuovo incarico, infatti, si trova a fare contemporaneamente il medico di famiglia e la guardia medica, lavorando in ambulatorio e curando il servizio domiciliare dal lunedì al venerdì", con turni di notte durante la settimana e pure di sabato o domenica. Ritmi complicati per chi si sta costruendo una famiglia e ha figli piccoli o persone da assistere. Lo segnalano in Emilia-Romagna Snami e Smi, sindacati dei medici. Nel mirino i problemi legati all'introduzione del ruolo unico, che esiste dal 2012 ma che è entrato nel vivo dall'anno scorso. "Il ruolo unico è semplicemente un meccanismo studiato a tavolino per far sì che ci siano medici convenzionati con pochissimi assistiti e tante ore da dare all'Asl - attacca, ospite di Tempo Reale, il dottor Pietro Pesaresi, presidente dello Snami riminese - quindi ogni medico, oltre ai compiti di medico di fiducia, deve mettere sul piatto delle ore per l'Asl. E l'Asl può utilizzare questi medici ovunque ne abbia bisogno. In pratica il medico di scelta dei cittadini viene ridotto a fare il tappabuchi di tutte le carenze che ha in questo momento il sistema sanitario regionale. "Lo scopo - prosegue Pesaresi - è farci diventare dei sottoposti dell'azienda sanitaria, mentre noi in questo momento come liberi professionisti convenzionati siamo al servizio dei cittadini".
"Che un medico - aggiunge - debba andare a fare un turno di guardia in una casa di comunità, dove tra l'altro non accedono neanche in particolar modo chissà quanti pazienti, e quindi togliendo ore agli assistiti che lo hanno scelto, per noi è un'assurdità". Pesaresi punta poi il dito sui vertici regionali: "ci siamo stancati delle segrete stanze dove alcuni soggetti di parte pubblica e alcuni sindacati rappresentativi del nostro comparto creano accordi che poi noi dobbiamo ingoiare in silenzio. Questa è una battaglia che mi facciamo convintamente e voglio che sia ben chiaro non è una vertenza economica, cioè non è che stiamo combattendo per lo stipendio, qui stiamo combattendo per il mantenimento della medicina di famiglia che è una cosa ben diversa" conclude.

 

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