Il futuro del porto di Riccione accende il dibattito tra diffide e riflessioni
Neanche il tempo di decretare il pubblico interesse (vedi notizia) che al comune è arrivata la prima diffida per il project financing che riguarda la riqualificazione del porto di Riccione e si lega anche al rinnovo delle concessioni balneari. Ad inoltrarla, si apprende dalle pagine de Il Resto del Carlino, è stato un imprenditore riccionese, in rappresentanza della società Pantelleria Dream. Al centro della diffida inviata al comune e alla Autorità garante della concorrenza ci sarebbe il progetto presentato da un centinaio di operatori balneari radunati nel consorzio Project Riccione che, a detta di Pantelleria Dream, non avrebbe le caratteristiche dell'interesse pubblico ed escluderebbe i principi necessari per garantire la libera concorrenza. Nel caso la pratica andasse avanti la società è pronta anche a presentare ricorso al TAR.
In risposta alla diffida arriva la risposta del Consorzio Project Riccione, a nome del Presidente Giancarlo Copioli e dei Vicepresidenti Andrea Gambuti e Franca Mulazzani: "La prima considerazione è molto semplice: la dichiarazione di pubblico interesse non costituisce né un’aggiudicazione, né un a idamento di concessioni, né tantomeno la definitiva approvazione del progetto. Essa rappresenta un passaggio del procedimento attraverso il quale l’Amministrazione individua un fabbisogno della comunità e valuta se una proposta privata possa costituire una possibile risposta a tale fabbisogno. Il procedimento prosegue, poi, aprendosi al mercato e consentendo agli altri operatori economici di presentare proposte concorrenti, che dovranno essere esaminate secondo criteri trasparenti e in condizioni di parità. È quindi singolare rappresentare come una limitazione della concorrenza proprio il momento nel quale la concorrenza viene formalmente chiamata a manifestarsi! Il Consorzio Project Riccione non chiede privilegi. Chiede esattamente il contrario: che le proposte vengano confrontate nel merito e che sia individuata quella maggiormente capace di rispondere all’interesse pubblico della città. Se Pantelleria Dream, o qualunque altro operatore economico, ritiene di poter presentare una proposta migliore la presenti".
Il Consorzio invita la società diffidante ad un confronto su elementi oggettivi: "riteniamo che il luogo naturale del confronto non debba essere una successione di diffide o annunci di ricorsi, ma la comparazione concreta fra progetti, investimenti, servizi o erti alla collettività, sostenibilità economico-finanziaria e benefici prodotti per Riccione".
"Il progetto - aggiungono - affronta questioni che riguardano direttamente la qualità urbana e turistica della città: il porto, le darsene, i collegamenti ciclopedonali, la mobilità, i parcheggi, i servizi sul litorale, l’accessibilità delle spiagge libere e la riqualificazione di aree che da troppo tempo attendono una soluzione. Tra queste vi è anche l’area dell’ex Hotel Savioli, che da oltre vent’anni rappresenta una ferita irrisolta in una zona strategica di Riccione. È di icile sostenere che restituire qualità, funzionalità e decoro a questa parte della città non costituisca un interesse pubblico. Naturalmente si può discutere su come raggiungere questi obiettivi. Si possono proporre soluzioni diverse. Si possono contestare le scelte progettuali o economiche. Ed è proprio per questo che esiste un procedimento amministrativo e che viene consentito al mercato di presentare alternative. Ciò che non può essere condiviso è l’idea secondo cui un soggetto privato possa preventivamente stabilire che ciò che l’Amministrazione considera utile per la propria comunità non rappresenti interesse pubblico. La valutazione dell’interesse pubblico compete alle istituzioni democraticamente legittimate della città, attraverso atti motivati, trasparenti e sottoposti a tutti i controlli previsti dalla legge. Non appartiene al Consorzio Project Riccione stabilire ciò che debba scegliere il Comune. Ma, allo stesso modo, non appartiene a nessun altro operatore economico sostituire la propria valutazione imprenditoriale a quella dell’Amministrazione. Non conta se un'impresa provenga da Riccione, dalla Sicilia o da qualsiasi altra parte d’Italia. Il mercato deve essere aperto a tutti e le regole devono essere uguali per tutti. Proprio per questo diciamo con serenità: chi ritiene di avere un progetto migliore, lo presenti. Lo si confronti con il nostro. Si valutino gli investimenti, i servizi, i costi, i benefici per la collettività, l’utilizzo del demanio, la sostenibilità economica e la qualità complessiva delle soluzioni. E sia poi l’Amministrazione, nell’esercizio delle proprie competenze e nel rispetto della legge, a compiere le proprie valutazioni. L’interesse pubblico si misura sui risultati. La concorrenza si esercita presentando proposte migliori. Su questo terreno il Consorzio Project Riccione è pronto a confrontarsi con chiunque.










