Mazzarino (FdI): una città bella nelle immagini, meno vivibile nella realtà
Dal coordinatore comunale di Fratelli d'Italia di Rimini Claudio Mazzarino una riflessione su Parco del Mare, Piano Strategico e accessibilità per lamentare una progettazione sbagliata e investimenti minimi per l'accessibilità e l'eliminazione delle barriere rispetto a quelli per le nuove infrastrutture.
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Il tema della disabilità e dell’accessibilità non può più essere trattato come un aspetto secondario o affrontato solo a seguito di segnalazioni e proteste. Parliamo del diritto alla città, del diritto di muoversi, vivere e fruire degli spazi pubblici in condizioni di dignità, sicurezza e autonomia.
In questi giorni le associazioni che rappresentano le persone con disabilità hanno denunciato una situazione preoccupante: troppe barriere architettoniche, fermate del trasporto pubblico prive di pedane funzionanti, marciapiedi inaccessibili, stalli per disabili insufficienti, percorsi spezzati, ingressi vietati o progettati male. Il Parco del Mare, simbolo della “Rimini che cambia”, viene indicato come uno dei luoghi in cui l’accessibilità è stata sacrificata: passaggi troppo stretti, rampe assenti o incomplete, percorsi che obbligano a tornare indietro. Non si tratta di dettagli, ma di diritti fondamentali. Le associazioni evidenziano lo stato reale delle barriere urbane attraverso segnalazioni concrete sui percorsi quotidiani dei cittadini con disabilità, come sottopassi non accessibili, marciapiedi interrotti e fermate dei trasporti pubblici inadeguate, mostrando come l’accessibilità resti una questione urgente e strutturale.
Il collegamento con il Piano Strategico è inevitabile.
Il Piano Strategico, pur non essendo vincolante, ha influenzato in modo significativo il rinnovamento urbano della città. Gli interventi di riqualificazione realizzati negli ultimi quindici anni, con un colpevole ritardo di almeno quarant’anni, sono figli anche di quel percorso. Ma la domanda oggi è inevitabile: gli errori e le mancanze attuali, di chi sono responsabilità? A nord del deviatore ci troviamo di fronte a un lungomare sbagliato, nella concezione e nei materiali. Un intervento che ha eliminato parcheggi senza crearne di nuovi, penalizzando residenti, attività economiche e turismo.
Il Piano Strategico prevedeva nuove soluzioni per la sosta? Non è dato saperlo. Di certo oggi i parcheggi non ci sono e non risultano pianificati per il futuro. È legittimo chiedersi se un lungomare completamente privo di parcheggi possa davvero rappresentare un valore aggiunto per questa parte della città. A sud della Palata, invece, sta prendendo forma quello che può essere definito il vero Parco del Mare. Ma è difficile non rilevare una differenza evidente: l’intervento a nord è apparso più come un contentino che come una scelta convinta e strutturata. Anche a sud il risultato estetico è apprezzabile, ma sul piano funzionale emergono criticità analoghe. Si è proceduto alla realizzazione di parcheggi sotterranei dal costo di circa 15 milioni di euro ciascuno, già oggi chiaramente insufficienti. Resta inevasa una domanda semplice: non si dovevano realizzare prima i parcheggi?
Nel frattempo, nelle aree dove sono presenti i negozi e dove dovrebbe svilupparsi la passeggiata, si concentrano traffico, smog e caos. La passeggiata è stata invece collocata dove non ci sono attività commerciali, penalizzando concretamente il tessuto economico dei Viali delle Regine. Una scelta che sta già producendo effetti negativi sotto gli occhi di tutti. Dopo anni di progettazione e milioni di euro spesi, trovarsi ancora a discutere di pedane sui bus, di rampe, di marciapiedi continui, di accessi ai negozi e agli spazi pubblici significa che qualcosa non ha funzionato. Ed è inevitabile tornare alla domanda iniziale: queste mancanze sono figlie del Piano Strategico o delle scelte politiche e amministrative che ne sono derivate?
Interventi pubblici in corso: non bastano. Va riconosciuto che l’amministrazione comunale ha approvato, a novembre 2025, un progetto esecutivo per l’eliminazione delle barriere architettoniche in otto punti strategici della città, con un investimento di circa 100.000 €. Gli interventi includono rampe per l’accesso al servizio URP in Corso d’Augusto, rampe di accesso ai marciapiedi in Via Casati, Via di Mezzo e Via Aldo Moro, la riqualificazione dei camminamenti pedonali e l’installazione di dissuasori per impedire la sosta irregolare su scivoli pedonali. I lavori sono previsti da febbraio 2026, con conclusione entro l’estate. Sono chiaramente insufficienti a garantire una città pienamente accessibile. Le barriere architettoniche restano presenti in molte aree urbane, e la continuità dei percorsi pedonali per le persone con disabilità rimane ancora un problema irrisolto.
E veniamo ai numeri che contano davvero: il Comune sta realizzando un parcheggio interrato in Piazza Marvelli del valore di oltre 12,6 milioni di euro, con oltre 300 posti auto su due livelli sotterranei e altri posti per motocicli in superficie, destinati a servire il Parco del Mare. E ci sono altre programmazioni per milioni di euro di posti auto lungo il litorale.
100.000 € per l’accessibilità contro 12,6 milioni e più per parcheggi: questi sono i numeri che raccontano una città che ancora non ha fatto la scelta di fondo. È evidente che le priorità di spesa non coincidono con i bisogni reali di chi vive quotidianamente una città che tuttora respinge chi si muove con difficoltà.
Una città che non è accessibile alle persone con disabilità è una città che non funziona per nessuno. L’accessibilità non è un favore né un elemento opzionale: è un diritto, sancito e inderogabile. Se il Parco del Mare e le grandi opere urbane diventano simboli di nuove barriere anziché di inclusione, significa che l’obiettivo è stato mancato. Su questo non possono esserci alibi: il diritto alla città deve valere per tutti, nessuno escluso.
Non va bene per nulla.












