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in risposta alla Rinaldis

Maxiaccorpamenti. Biagini (Mare Libero): il demanio non è un 'villaggio privato'

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Redazione
   
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Roberto Biagini di Mare Libero APS interviene sulle preoccupazioni espresse da Patrizia Rinaldis, presidente di Federalberghi Rimini, sui rischi legati ai maxiaccorpamenti in spiaggia (vedi notizia).

"Più la situazione inevitabilmente si ingarbuglia nello scontro tra corporazioni, più emergono con forza la validità e la lungimiranza delle ragioni che Mare Libero porta avanti e pubblica da anni. Le dichiarazioni di Patrizia Rinaldis (Federalberghi) smascherano la natura meramente privatistica del conflitto: la preoccupazione per i "maxi stabilimenti" e la perdita del "bagnino di fiducia" non nasce dalla tutela del bene comune, ma dalla paura degli albergatori di essere schiacciati all'interno della stessa filiera".

In questo scenario Mare Libero ribadisce "la funzione costituzionale del demanio marittimo: la spiaggia è per sua natura un bene funzionale, ovvero destinato all'uso pubblico, gratuito e al libero godimento di tutta la collettività. L'amministrazione pubblica ne sta invece avallando la trasformazione in mero bene strumentale, riducendolo a un mezzo di profitto nelle mani di pochi privati".

"Le forti pressioni esercitate per ottenere la variante sui maxi accorpamenti," per Biagini "hanno trovato terreno fertile nelle forze politiche di maggioranza accondiscendenti". "Trasformare il demanio marittimo in un "villaggio privato" svende la spiaggia a logiche commerciali che escludono la collettività".

Un appello ai cittadini: "è ora di svegliarsi e di non rimanere assopiti di fronte alla sottrazione del nostro bene più prezioso. Se l'arenile verrà del tutto privatizzato e aggregato, le spiagge libere rimarranno briciole risibili e ci ritroveremo recinzioni, tornelli, lucchetti su ciò che è di tutti e “kapò” pronti a cacciarci via dalle nostre spiagge".

E un appello alla Magistratura e alla Procura della Repubblica "affinché pongano la massima attenzione e vigilanza su come le amministrazioni locali condurranno (e conducono)  le future ( e attuali) procedure di evidenza pubblica, al fine di sradicare sul nascere qualsiasi turbativa, favoritismo o malaffare".

Dal punto di vista giuridico, per Biagini il Consiglio di Stato con la sentenza n. 6539 del 18.08.2026, "non ha detto nulla di nuovo:   

• Scadenza tassativa delle proroghe: ha ribadito l'illegittimità di qualsiasi proroga automatica o "titolo provvisorio" anno per anno rilasciato dai Comuni. Le gare pubbliche devono concludersi perentoriamente entro e non oltre il 30 settembre 2027. 

    • Pretesto degli indennizzi superato: l'assenza dei decreti attuativi ministeriali per il calcolo degli indennizzi non costituisce un motivo valido per paralizzare i bandi. I Comuni hanno il dovere e l'autonomia per procedere autonomamente (es. tramite perizie asseverate o clausole con riserva). 
    • Nessun indennizzo su opere da smontare: nel contesto locale riminese, dove sussiste l'obbligo di sgombero delle strutture sull'arenile a fine concessione, i concessionari uscenti che rimuovono i propri manufatti non hanno diritto ad alcun indennizzo a carico dei subentranti. 

    • Rischio di Danno Erariale per i dirigenti: I funzionari pubblici e i dirigenti comunali che ritardano le gare o rilasciano autorizzazioni temporanee illegittime rispondono personalmente di fronte alla Corte dei Conti a titolo di colpa grave per il mancato introito di canoni concessori adeguati".

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