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Piano dell'Arenile

I rischi delle macro-aggregazioni. Rinaldis (Federalberghi) chiede correttivi

In foto: Patrizia Rinaldis (@newsrimini)
Patrizia Rinaldis (@newsrimini)
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Redazione
   
Tempo di lettura 4 min
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In vista della scadenza del 18 settembre per la consultazione promossa da Palazzo Garampi – fase esplorativa e non vincolante per la programmazione delle future gare – la presidente di Federalberghi Rimini Patrizia Rinaldis intende dare voce "alle forti preoccupazioni di tantissimi imprenditori turistici, albergatori in primis, per le scelte che si stanno profilando sul litorale», in particolare sull'impatto economico e sociale delle macro-aggregazioni previste dal Piano dell'Arenile.

«Il Piano dell'Arenile approvato un anno fa e passato in sordina vede oggi il Comune puntare fortemente sulle grandi macro-aggregazioni», spiega la Presidente Rinaldis. «Sulla carta si tratta di una bellissima cartolina urbanistica — ricca di ampi spazi, piscine e servizi di alto livello — che rischia però di scontrarsi duramente con la realtà economica del nostro territorio, tagliando fuori il tessuto imprenditoriale locale. La forza storica del turismo di Rimini è sempre stata la filiera corta e personalizzata tra l'albergo e il bagnino di riferimento, dove il valore centrale è la cura del cliente. Un'eccessiva concentrazione rischia di trasformare la nostra accoglienza in una fabbrica del servizio standardizzato e spersonalizzato».

Il caso più evidente, per la Rinaldis, è la presentazione di due macro-aree contigue, di circa 500 metri l'una: "una continuità che rischia di generare un monopolio di fatto. Come sappiamo, l'assenza di concorrenza non va mai a beneficio di cittadini e turisti, poiché priva l'utente della possibilità di scegliere. Pur comprendendo che le macro-aggregazioni potrebbero mettere in campo importanti interventi di riqualificazione, è fondamentale introdurre paletti precisi per riequilibrare l'impostazione dei bandi".

Nello specifico, queste le proposte di Federalberghi di Rimini: "Limitare l'estensione delle macro-aggregazioni, se possibile a non oltre 300 metri; Intervallare le macro-aggregazioni con due o tre micro-aggregazioni; Prendere in considerazione le micro-aggregazioni già pronte e finanziate, senza alcuna preclusione. Dopo la variante di maggio 2026, che ha ampliato i servizi offerti dalle micro-realtà (consentendo bar, ristoranti e piscine), anche piccoli gruppi di operatori possono compiere il salto di qualità ed effettuare investimenti importanti senza l'obbligo di fondersi in mega strutture».

Per poi passare all'elenco dei rischi per il modello Rimini: "Dall'analisi delle opzioni sul tavolo emergono criticità strutturali che mettono a rischio l'identità del litorale:

Perdita di identità e dell’accoglienza Si rischia di sostituire il modello di accoglienza riminese personalizzata del tipico “Bagnino di Rimini” e la fidelizzazione dei clienti che sono il cuore pulsante del turismo romagnolo. Standardizzare la spiaggia rischia di trasformarla in prodotto industriale senza anima.

Governance complessa e conflitti interni: Raggruppamenti artificiali di operatori eterogenei per visione e disponibilità economica genererebbero forte incertezza gestionale, progettuale e finanziaria.

Rischio di monopolio e aumento dei prezzi: Assegnare ampi tratti contigui a pochissimi soggetti riduce la concorrenza, limitando la libertà di scelta dei turisti e aprendo la strada ad aumenti tariffari.

La strada, per la Rinaldis, è invece quella di evolvere in armonia con il Parco del Mare «Un equo punto di equilibrio permette di modernizzare la costa in perfetta linea con il Parco del Mare e con le esigenze del nuovo turista – sempre più orientato a benessere, sport, divertimento e nuove esperienze – facendolo però a una velocità e con una misura che il nostro sistema economico è realmente in grado di sostenere e valorizzare. La salvaguardia dell'identità e dell'accoglienza riminese va tutelata con fermezza: è l'elemento che ci ha reso grandi sui mercati internazionali e che continua a essere un punto di riferimento anche a livello nazionale. Una nuova spiaggia è un servizio imprescindibile per tutti i turisti», conclude la Presidente Rinaldis.

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